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“Ringrazio il Presidente della Regione Rosario Crocetta per la sensibilità dimostrata nell’appello che mi rivolge oggi e con il quale mi esorta a rinunciare alle mie preannunciate dimissioni. Apprezzo anche il suo arrivo a Licata che, anche se più volte auspicato, arriva solo a distanza di mesi. Gli ricordo che già nell’aprile scorso, confidando nella sua attenzione e certo che non sarebbe mancata, perché da gelese, vicino di casa, conosceva bene la problematica avendola anche affrontata da sindaco di una città che ha il triste primato di essere tra le più abusive d’Italia, gli avevo chiesto un intervento per affrontare la questione dell’abusivismo, comune a tutti i Comuni siciliani, ed in particolar modo ai Comuni costieri”. Inizia così una lunga lettera aperta scritta dal sindaco di Licata, Angelo Cambiano al Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che oggi lo ha esortato di non dimettersi da primo cittadino. “Era la richiesta di un sindaco rispettoso della legge che voleva far comprendere ai suoi concittadini, perché le demolizioni dovevano essere fatte solo a Licata, e perché a distanza di anni ed anni dalle sentenze passate in giudicato, quando ormai quell”’abuso” aveva visto crescere i propri figli e i propri nipoti”, scriva Cambiano a Crocetta. “Era l’appello di un sindaco che certamente non ha il potere di fermare le demolizioni, ma la responsabilità ed il dovere di eseguirle, anche se il Presidente con una forma poco appropriata che sicuramente lascerà spazio ad interpretazioni, nel suo comunicato stampa, afferma: ”… non rientra nei poteri della Regione decidere di demolire o no. La Legge dà ai Sindaci tale responsabilità …”. Invito il Presidente a chiarire, doverosamente, durante la conferenza stampa di domani, quanto affermato – prosegue Cambiano – Anche perché se lui non può fermare le demolizioni, può e deve trattare l’argomento e la questione che coinvolge il Comune di Licata, la cui complessità non può certo essere affrontata a livello comunale”.

“Durante un incontro, gli chiedevo anche di intervenire nel territorio, perché, a fronte delle demolizioni, l’avvio di opere pubbliche, dal risanamento idrogeologico e dal contrasto dei fenomeni di erosione delle coste, passando per il progetto del fiume Salso, potessero essere interpretati come segni tangibili della presenza delle Istituzioni – dice ancora Angelo Cambiano nella lettera a Crocetta – Sono consapevole, e lo ringrazio per ricordarmelo, che non può essere attribuita a me la responsabilità di una gestione assurda che per anni ha offeso i territori e portato alla realizzazione di immobili in zone dove vige il divieto di edificare e, quindi, insanabili. Io, da sindaco, non ho deciso di intervenire con le demolizioni, e penso che nessun sindaco, vicino alla propria gente, delibererebbe in tal senso. Rispettosamente ho obbedito ad un ordine della Procura, perché le sentenze, così come le leggi vanno rispettate”. E ancora: “Non ho nemmeno chiesto una legge per sanare abusi insanabili, ma una seria considerazione, a livello regionale, di tutta quanta la problematica che non investe solo Licata, e che deve riguardare tutta la Sicilia”. “Io e la mia famiglia stiamo continuando a pagare un prezzo altissimo per restare dalla parte della Legge, ma ritengo che una vicenda dalle così complesse dimensioni sia stata sottovalutata da tutte le Istituzioni. Mi viene da chiedere: ”Forse alla politica conviene scansare questa tematica?” – si sfoga il sindaco di Licata – Non posso più far finta di non sentire ciò che mi viene costantemente fatto rilevare e che riguarda la percezione che la moltitudine di interventi portati avanti dal Comune di Licata non siano eque nel contesto regionale e quindi vissute quasi come una ingiustizia, visto che in altre realtà comunali della regione non risultano analogamente attuate e, dove eseguite, di certo, non con la stessa determinazione”.

“Non si può prescindere da doverosi interventi che, sicuramente, contribuiranno all’accettazione di situazioni che, altrimenti, non troveranno accoglimento nell’opinione pubblica. Ed io oggi da Sindaco devo essere il primo ad interpretare i bisogni di una collettività, gli stati d’animo di chi con disperazione teme di vedere trasformati in macerie sogni e sacrifici – prosegue Cambiano – Mi sono rivolto a tutte le Istituzioni sia livello Nazionale che Regionale, per chiedere di ”non essere lasciato da solo” in un particolarissimo momento storico per la città di Licata che sta vivendo condizioni economiche difficilissime per i 37 milioni di debiti che non permettono di pagare gli stipendi ai dipendenti comunali, e dove, appena qualche giorno fa, l’emergenza sanitaria dovuta ai rifiuti accumulati nel territorio e riconducibile al servizio effettuato dalla Dedalo Ambiente a costi divenuti ormai insostenibili per l’Ente, mi ha costretto all’assunzione di una ordinanza Ordinanza contingibile ed urgente. In una città che appena pochi giorni fa ha assistito all’ennesima aggressione ad un Vigile Urbano costretto alle cure dei medici del pronto soccorso perché impegnato alla lotta del commercio ambulante abusivo, perché un Corpo di Polizia Municipale dotato di sole 25 unità, di cui 16 con contratto a 18 ore settimanali, alle quali non si riesce nemmeno a garantire una integrazione oraria a causa dello sforamento del patto di stabilità non può assicurare il regolare servizio, a fronte di una sempre crescente criminalità”. “Nell’auspicare che la presenza dell’Onorevole Rosario Crocetta, annunciata per domani, e alla quale con rammarico non potrò presenziare per un già concordato impegno con il ministro Angelino Alfano, sia foriera di interventi a favore della città di Licata e della Comunità che rappresento, oltre che di parole per i buoni propositi – dice Cambiano – Nel contempo, lo invito ad essere presente a Licata nella conferenza stampa che ho indetto per lunedì prossimo e durante la quale comunicherò la decisione che riguarda il mio mandato elettorale”. (AdnKronos)