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Angelo Cambiano, il sindaco anti-abusivismo di Licata, che dopo aver ordinato alcune demolizioni ha subito l’incendio della casa di campagna del padre, non si dimette. Lo ha detto oggi durante la conferenza stampa in Comune, appuntamento che lo stesso Cambiano aveva annunciato tre giorni fa, affermando che senza risposte dalle istituzioni avrebbe rassegnato le dimissioni. “Stamattina ho ricevuto una telefonata del presidente della Regione Rosario Crocetta – ha spiegato il sindaco secondo quanto riporta l’Ansa – che si e’ detto disponibile a incontrarmi subito per organizzare un tavolo, una sorta di ‘Patto per Licata'”. Ma durante l’incontro coi giornalisti il sindaco ha fatto ascoltare la registrazione di un incontro avvenuto sabato scorso a Licata (il sindaco era assente) nel quale Crocetta suggerisce ai presenti che “se si vogliono impedire le demolizioni basta che il sindaco dichiari che le case da abbattere sono di pubblica utilita’. Gli altri Comuni hanno agito cosi’ e li’ la magistratura non puo’ farci nulla. La legge non da’ alcun potere al presidente della Regione. Se si vogliono evitare le demolizioni gli strumenti legislativi ci sono. Cambiano ha deciso di demolire e ora non puo’ lavarsi le mani”. Il sindaco ha definito le parole di Crocetta di “inaudita gravita’. Crocetta scarica su di me le responsabilita’ che non ho – ha detto Cambiano -. Non possono dichiararsi di pubblica utilita’ immobili che sorgono in zone di inedificabilita’ assoluta”.
“Anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano si e’ detto disponibile a sedersi al tavolo per questo “Patto per Licata”. Mercoledi’ incontrero’ l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Maurizio Croce per capire se possono essere trovate delle soluzioni in tema di demolizioni”, ha aggiunto il sindaco. “Dopo le rassicurazioni ricevute – ha osservato – vado avanti per il bene della mia citta’. Non sono solo. Mi ha chiamato anche il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, e mi ha detto che il suo Comune ha impegnato 160 mila euro circa e che verranno fatte altre 10 demolizioni nella zona del parco archeologico”. Alla conferenza stampa erano presenti anche alcuni ormai ex proprietari di immobili, che hanno preso la parola dicendosi delusi. Giovanni D’Angelo, vice presidente del Comitato per la tutela della casa, e il portavoce Gianluca Mantia. “Siamo delusi – hanno detto – perche’ la vicenda delle demolizioni sta passando in secondo piano rispetto alle altre problematiche di Licata”. “Mercoledi’ mattina saro’ a Palermo – ha replicato Cambiano – per parlare con l’assessore Croce proprio delle demolizioni. E sara’ il primo argomento che tratteremo per questo ‘Patto per Licata’. Giovedi’ saro’ a Roma per incontrare il presidente del Senato Pietro Grasso. Sono riuscito ad avere un appuntamento con lui grazie al senatore Giuseppe Marinello”.(