Sorveglianza asili nido e case riposo: primo ok alla Camera, ddl ora Senato

Approvata alla Camera dei deputati la legge presentata da Daniela Sbrollini, sulla “formazione per gli operatori e videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, come nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilita’”. Il testo ora passa al Senato. “Una novita’ importantissima- spiega Sbrollini- che nasce dal lavoro congiunto di 4 commissioni tra la XII Affari Sociali e Sanita’ di cui ho l’onore di essere la vicepresidente. Il provvedimento e’ frutto di una difficile intesa in cui sono state coinvolte anche tutte le minoranze, con questo testo unificato c’e’ sicuramente un passo in avanti nella prevenzione di fenomeni di violenza, il Parlamento ha dimostrato ancora una volta di trovare risposte e nel non chiudere gli occhi rispetto a quello che sta accadendo purtroppo in molte parti d’Italia.
Le nuove possibilita’ di videosorveglianza sono solo uno dei sistemi di prevenzione e controllo per la tutela dei piu’ deboli, questa legge mette in campo diversi strumenti che comunque tutelano sempre la privacy degli operatori. L’installazione delle telecamere dovra’ sempre essere prima autorizzata dal collegio sindacale delle struttura e dovra’ sempre rispettare la privacy degli utenti e la liberta’ educativa degli insegnanti. Tutte le famiglie italiane devono potersi sempre fidare delle strutture in cui lasciano i propri cari, che siano strutture educative o di assistenza sociosanitaria, cio’ deve valere soprattutto per le realta’ pubbliche.
La nuova legge prevede che nella conferenza stato regioni si approvino nuove linee guida di maggior apertura in materia di visite all’interno delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilita’ cosi’ da garantire non solo una miglior qualita’ della vita dell’utente, ma anche un maggior controllo della struttura. Finalmente nella legge si riconosce il burnout, e cioe’ una particolare forma di stress lavorativo che puo’ derivare da un attivita’ prolungata particolarmente impegnativa. Lavorare come operatori educativi con bambini nei nidi e nelle materne e a contatto con anziani e’ un lavoro difficile, molto spesso usurante dal punto di vista fisico ma soprattutto dal punto di vista psicologico. Gli operatori vanno sostenuti, motivati e ricollocati per alcuni periodi cosi’ come e’ necessario sostenere una formazione costante permettendo anche un controllo periodico dell’idoneita’ degli operatori stessi.
È previsto proprio per la formazione di tutti gli lavoratori del settore – come viene spiegato da LaPressee – un fondo triennale pari a 5 milioni di euro annui fino al 2019. Questo nuovo impianto di regole mette al centro l’utente della struttura”. Sbrollini aggiunge: “Abbiamo trovato una soluzione che garantisca maggiori tutele per tutte le parti, in particolare per bambini in eta’ prescolare, per anziani non autosufficienti e per le loro famiglie. Ancora una volta questo risultato testimonia la grande sensibilita’ del Parlamento e del Governo sui temi del sociale. In questi anni troppe volte la cronaca ci ha riportato situazioni di violenza inaccettabili, con questo voto il Parlamento ha dato una risposta concreta attesa da tutti gli italiani.