Agrigento, Pendolino: “Turismo in crescita, ma servono le infrastrutture”

Anche nell’Agrigentino dal settore turistico arriva una “nuova spinta alla crescita” come indicano i dati della Camera di Commercio, ma ancora c’è molto da fare per sfruttare al meglio le “potenzialità inespresse”, soprattutto in questo periodo visto il vento favorevole, visto che gli attacchi terroristici e le crisi internazionali hanno costretto i tour operator a ridisegnare le mappe del turismo. L’estate 2016 sarà infatti ricordata per il considerevole calo di richieste di viaggi all’estero: 50% in meno rispetto agli anni precedenti. Ridotti  i voli verso l’Egitto, la Tunisia il Marocco e tutto il Maghreb in aumento le presenze turistiche in Sicilia. A Lampedusa si registra più 36% di presenze turistiche. Di cosa fare per rilanciare il turismo parla oggi in un’intervista pubblicata sul Giornale di Sicilia Gaetano Pendolino, presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi che lavora per mettere a sistema l’intera filiera turistica al fine di sviluppare tutte le sinergie utili allo sviluppo socio- economico di Agrigento e del suo territorio.

Presidente, cosa occorre fare, secondo lei, per rilanciare il turismo e valorizzare il trend favorevole che si sta registrando nell’ultimo periodo anche ad Agrigento?

Come prima cosa bisogna gestire al meglio le disponibilità delle risorse economiche che ci sono. Per esempio le risorse le legate agli introiti del Parco archeologico, con la biglietteria, il 30% dell’incasso dovrebbe essere reinvestito per la promozione. Quest’anno in termini di promozione turistica del territorio si è fatto poco e nulla, qualcosa si è fatto per la Sagra del Mandorlo in Fiore, poi non c’è stato null’altro. Chiederemo al presidente della Regione siciliana di dare corso a questo impegno sul territorio: una parte degli incassi della biglietteria dovrebbero ristornati in favore della promozione, del resto sono soprattutto i Comuni che coprono le spese per offrire i servizi ai turisti.

Poi cos’altro può servire?

Poi occorre migliorare la qualità dei servizi in genere e soprattutto quelli legati all’accoglienza turistica. In questa fase, per esempio, una grossa componente che manca è una disponibilità reale di accoglienza nelle aree adiacenti all’ingresso della Valle dei Templi, bisogna avviare il processo di riqualificazione delle aree d’accesso perché veramente possa essere una porta d’accesso non solo nella valle ma nell’intera città, serve infatti un collegamento più forte tra il Parco archeologico e la sua città. Non esiste, tanto per fare un, esempio una navetta ad hoc che ogni quindi minuti colleghi la valle dei templi con il centro storico, la via Atenea, la Cattedrale, i percorsi artistici e culturali.

La carenza di infrastrutture nell’Agrigentino certo non è da aiuto al turismo…

Certamente, dal punto di vista strategico, è ovvio che gli investimenti più corposi devono essere quelli infrastrutturali. Oggi nell’Agrigentino siamo isolati. Non abbiamo autostrade o strade percorribili in maniera adeguata che ci collegano con gli aeroporti e quindi veniamo tagliati fuori dal turismo point to point, cioè da quei turisti che si muovono ogni settimana da tutta Europa con le compagnie low cost, un bacino di utenza che negli anni è notevolmente cresciuto e su cui bisogna puntare. Ma servono strade che colleghino Agrigento con gli aeroporti in massimo settanta/ottanta minuti. Non possiamo immaginare che questi turisti che ci mettono al massimo tre ore da Oslo, Berlino o Parigi per raggiungere Catania, Palermo o Trapani e poi devono impiegare altre tre ore per arrivare in provincia di Agrigento, quindi preferiscono soggiornare nelle città più vicine agli aeroporti.

Cresce intanto in Sicilia il turismo religioso, la Regione è pronta a lanciare 13 nuovi itinerari tra arte e fede, nel progetto è coinvolta anche la città di Agrigento con la festa di San Calogero…

Anche nel nostro territorio sta crescendo l’offerta del turismo religioso. In questo senso, oltre alle tradizionali feste religiose da richiamo anche per i turisti come la festa di San Calogero ad Agrigento, sta contribuendo moltissimo il Museo della Diocesi che propone ai turisti che arrivano nella città dei templi dei percorsi turistici molto interessanti tra arte e fede, sono degli itinerari ad hoc legati alla valorizzazione dei beni culturali nel centro storico e anche alla legalità e alla fede con la visite nei luoghi simbolici del viaggio storico di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento nel 1993.

Quali le attività e i progetti del Distretto turistico Valle dei Templi in cantiere?

Con il progetto E-Migrantes abbiamo lanciato servizio di promozione turistica dedicata agli emigrati siciliani provenienti dall’area del Distretto Turistico Valle dei Templi e ai loro discendenti. Il progetto Access For All, che coinvolge ventuno comuni, punta  invece alla creazione di nuove proposte di visita, accessibili a tutti. Lavoreremo molto a partire dal gennaio 2017 sulla Strada degli Scrittori. Organizzeremo in primavera il Festival della Strada degli Scrittori con un programma di quaranta giorni da maggio a giugno e sarà un’offerta culturale di alto livello con spettacoli, concorsi letterari, mostre, convegni, tutto incentrato sugli scrittori del nostro territorio come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Antonio Russello di Favara. Stiamo inoltre lavorando, in sinergia tra Distretto, privati e comune, su un programma che si proietta fino al 2020 quando saranno celebrati i 2600 anni dalla fondazione dell’antica città Akragas. Così continueremo a dare il nostro contributo per ampliare l’offerta turistica nel nostro territorio. Tra le nostre previsioni e i nostri obiettivi il raddoppio delle presenze alberghiere ad Agrigento da raggiungere entro il 2020.