Agrigento si candida a Capitale Italiana della Cultura 2020

Mentre fervono gli scavi archeologici per la ricerca del teatro antico di Akragas, la città dei templi si candida come Capitale Italiana della Cultura 2020. Ad annunciare la candidatura al “concorso” promosso dal Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo è stato ieri il sindaco Lillo Firetto ai microfoni di Radio 1 Rai. Il progetto Capitale Italiana della Cultura, lanciato per la prima volta nel 2015 in linea con l’Azione UE Capitale Europea della Cultura 2007-2019, punta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Mantova nel 2016, Pistoia nel 2017, mentre si resta in attesa della proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2018, ecco l’elenco delle 21 città candidate: Alghero, Aliano, Altamura, Aquileia, Caserta, Comacchio, Cosenza, Ercolano, Iglesias, Montebelluna, La Spezia, Ostuni, Palermo, Piazza Armerina, Recanati, Settimo Torinese, Spoleto, Trento, Unione dei Comuni Elimo Ericini, Vittorio Veneto, candidatura congiunta per Viterbo – Orvieto – Chiusi. E nel frattempo Agrigento – che già ci ha provato senza successo per gli anni 2016 e 2017 – si proietta all’anno 2020, quando la città dei templi festeggerà la fondazione di Akragas, celebrando una storia lunga 2600 anni che attraversa i secoli segnando le tappe delle antiche civiltà: da quella dei greci a quella dei fenici, da quella romana a quella bizantina, da quella berbera a quella normanna, fino alle influenze spagnole, borboniche, tra mito, filosofia, arte, letteratura e poesia.

“Celebreremo nel 2020 i 2600 anni dalla fondazione di Akragas, la città si candida a diventare Capitale Italiana della Cultura 2020”, ha detto il sindaco Lillo Firetto. “Agrigento – ha aggiunto – è una porta sul Mediterraneo, ha anche un suo quartiere arabo, il Rabato, e quindi le testimonianze architettoniche di questa sua vocazione. Settantuno anni fa – ha proseguito il primo cittadino – non nasceva per caso qui il festival del mandorlo in fiore. Traendo spunto dalla precoce fioritura dei mandorli a febbraio, si pensò di dar vita a questo festival che mette insieme gruppi folklorici di quattro continenti, che qui ogni anno si danno convegno e accendono davanti al tempio della concordia il tripode dell’amicizia e concludono sette giorni dopo con canti e balli nel segno della pace e della concordia tra i popoli”.

Il conferimento del titolo Capitale Italiana della Cultura, si propone – spiega il MiBACT – i seguenti obiettivi: il miglioramento dell’offerta culturale; il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale, nonché dello sviluppo della partecipazione pubblica; l’incremento dell’attrattività turistica; l’utilizzo delle nuove tecnologie; la promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità nei settori culturali e creativi; il conseguimento di risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale. “Le esperienze finora realizzate, da quella in corso a Mantova fino alla prossima di Pistoia, dimostrano – ha spiegato il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini – come il titolo di Capitale Italiana della Cultura sia in grado di mettere in moto un meccanismo di progettazione virtuosa e di promozione delle città, coinvolgendo tutte le realtà economiche e sociali dei territori e rafforzando il concetto di Italia museo diffuso”.

“Nel 2020 – ha spiegato il direttore Distretto turistico Valle dei Templi Enzo Camilleri al Giornale di Sicilia – organizzeremo non un semplice momento ma grande evento storico, un anno di celebrazioni, rievocazioni, convegni, mostre, spettacoli, una serie di iniziative che ci consentiranno di stare insieme tutti quanti per fare un passo importante nella conoscenza con la consapevolezza di quello che ha dato e continua a dare il nostro territorio, quasi a far rinascere un orgoglio cittadino ripercorrendo la nostra storia che spesso dimentichiamo. In questo contesto – ha aggiunto – appare quasi naturale proporre la candidatura di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2020”.