Erosione costiera in Sicilia, Legambiente: no a pennelli e barriere nel Ragusano

Legambiente nazionale, Legambiente Sicilia ed il circolo Legambiente Sikelion di Ispica hanno scritto una lettera aperta al Ministro dell’Ambiente in cui denunciano la grave situazione che si è verificata in provincia di Ragusa e che rischia di rovinare per sempre uno dei tratti di spiaggia più belli della Sicilia, nonché di creare un pericoloso precedente: chiunque potrà gettare tonnellate di pietre a mare in barba a qualsiasi legge.

Nella lettera, Legambiente sottolinea che il litorale della provincia di Ragusa è stato oggetto, negli ultimi anni, di progressivi processi erosivi della costa, determinati dalla cementificazione selvaggia e da opere inutili e dannose (come la costruzione di porti turistici finora sottoutilizzati). Anche attraverso l’utilizzo dei finanziamenti del Ministero dell’Ambiente, si è assistito ad un proliferare di progetti antierosione delle spiagge. I progetti, pur avendo “nobili motivazioni”, si basano, per Legambiente, su presupposti alquanto opinabili, con l’obiettivo di giustificare imponenti interventi strutturali, attraverso la realizzazione di pennelli, barriere soffolte e scogliere artificiali, che rischiano di modificare e rovinare per sempre uno dei più bei tratti della costa meridionale siciliana. Ultimo in ordine di tempo, quello lungo la costa di S. Maria del Focallo, nel territorio di Ispica.

Quasi tutti i progetti prevedono la realizzazione di strutture rigide quali pennelli e barriere, in totale contrasto con il Piano Paesaggistico della Provincia di Ragusa. Il piano all’ex art 36 non consente, infatti, “la realizzazione di barriere, scogliere e di tutte le opere a mare che alterino la morfologia della costa e la fisionomia del processo erosione-trasporto-deposito di cui sono protagoniste le acque e le correnti marine”. Risulta palese come in questo articolo vengano espressamente vietate le opere oggetto dei progetti.

Ad aggravare ancor di più la situazione, il fatto che il Comune di Ispica – sostiene Legambiente in una nota – abbia omesso l’intera fase della consultazione (Artt.24, 25 e 26 D.Lvo 152/2006) in merito alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Il provvedimento non è stato, quindi, pubblicato né in GURS né sugli organi di informazione prima dell’inizio lavori, così come obbligatoriamente previsto dalle normative europea e nazionale. In sostanza, i lavori sono iniziati senza che la società civile, i privati e le associazioni portatrici di interessi diffusi potessero muovere la benchè minima osservazione al progetto, creando un gravissimo precedente anche in considerazione delle palesi violazione al Piano Paesaggistico che tale progetto comporta.