Terremoto, al Senato ok a risoluzione per ricostruzione Belice 1968

Il Governo elabori urgentemente un piano di interventi “mirato alla improcrastinabile questione della messa in sicurezza dei territori del Belice ad alto rischio sismico, con riferimento al pericolo di crollo dei vecchi ruderi abitativi, già acquisiti al patrimonio comunale, presenti nei centri dei Comuni” e “prevedere un piano speciale” per la messa in sicurezza dei territori risultanti a forte rischio idrogeologico. È quanto prevede una risoluzione approvata in settimana in commissione Ambiente al Senato, guidata dal presidente Giuseppe Marinello, sulle problematiche connesse alla ricostruzione conseguente al sisma del Belice del 1968. Il terremoto colpì, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, una vasta area della Sicilia occidentale, la Valle del Belice, compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. La commissione Ambiente ha anche impegnato l’esecutivo, “a disporre il rifinanziamento complessivo degli interventi necessari al completamento della ricostruzione” nella zona. Ovvero, a dare seguito “al totale definitivo soddisfacimento delle istanze degli aventi diritto, relativo alla edilizia privata” e “all’immediato finanziamento del programma straordinario di interventi di completamento di opere pubbliche” da realizzare nei comuni danneggiati dal sisma.

Ma, anche, a mappare e monitorare le situazioni di emergenza ambientale generate dal terremoto e dalle fasi di ricostruzione successive, per “quantificare le conseguenti risorse per la definitiva bonifica”. Tra gli altri impegni, rileva quello di adottare un nuovo quadro normativo che agevoli l’applicazione delle leggi in materia di ricostruzione nei comuni della Valle del Belice interessati dal sisma. E l’esecutivo dovrà anche: favorire l’utilizzo dei fondi provenienti direttamente o indirettamente dall’Ue; sostenere l’elaborazione di un progetto di sviluppo socio-economico delle aree interne; costituire un’area vasta corrispondente al bacino del territorio belicino per attuare una politica di agevolazioni fiscali; prevedere provvedimenti finanziari ad hoc per neutralizzare l’applicazione dell’avanzo vincolato derivante dai fondi previsti dalla legge 120 del 1987 (fu un dl per la ricostruzione), ai fini della verifica del rispetto del pareggio di bilancio.