Valle dei Templi, l’archeologo Luigi Caliò: il teatro è di età ellenistica, grande 50mila mq

Una struttura della seconda meta’ del terzo secolo circa. E’ questo quello che e’ stato trovato dagli archeologi che, da un mese, conducono gli scavi nella valle dei Templi. “Circa la cronologia dell’edificio, ma siamo ad un livello preliminare, – ha detto all’Ansa l’archeologo Luigi Calio’ – perche’ dobbiamo studiare i materiali che sono in connessione con le fondazioni di questa struttura, con il beneficio d’inventario, possiamo dire che e’ della seconda meta’ del terzo secolo circa. Siamo in un momento difficile, complesso, per la Sicilia, con l’arrivo dei romani. Siamo in piena eta’ Ellenistica. L’impianto della piazza, cosi’ per come l’abbiamo isolata, – spiega il docente dell’universita’ di Catania – se poi verra’ confermato dalle ricerche, e’ sui 50 mila metri quadri. Morgantina e’ sui 30 mila metri quadri. L’agora’ di Atene e’ su circa 52 mila metri quadri. Quindi siamo a livello delle grandi citta’ Ellenistiche. L’Agrigento Ellenista, nonostante l’arrivo dei romani, sembra piuttosto rivitalizzata in questa fase. Sembra una citta’ che ha una economia florida e riesce ad avere delle costruzioni importanti, con una monumentalita’ di un certo tipo”.

“E’ un teatro del terzo secolo avanti Cristo. Quindi e’ ellenistico. Non e’ ne’ greco, ne’ romano. Su questo abbiamo avuto molti dubbi” ha ribadito l’archeologo Luigi Calio’. “Un teatro – ha aggiunto – in linea con quello che sta succedendo in Sicilia nel terzo secolo, fra Agatocle, Pirro ed i romani, un secolo in cui la Sicilia e’ molto vivace, in cui si costruiscono strutture monumentali. C’e’ una ricchezza che viene utilizzata per creare monumentalita’ delle citta’”. “Per quanto riguarda la fine del teatro, cioe’ la sua distruzione – prosegue Calio’ – ad una lettura superficiale ed incerta dei materiali che abbiamo trovato, lo datiamo, in linea di massima, al terzo secolo dopo Cristo. I materiali indicano non una eta’ tardo antica, ma un’eta’ medio o tardo imperiale. Questo e’ un elemento interessante, gli edifici che si collocano sul teatro e’ vero che segnano la distruzione della cavea, ma sono altrettanto monumentali. Ancora non riusciamo a capire cosa sono. Abbiamo un muro di terrazzamento che e’ secante la cavea e che separa all’interno la parte destra. Sono strutture relativamente tarde, che noi datiamo entro il terzo secolo dopo Cristo, che ci raccontano una citta’ che distrugge alcuni edifici, ma non rinuncia alla monumentalita’. Si tratta di un edificio con muri di un metro e venti, un metro e trenta di spessore di una certa importanza”. I saggi aperti, negli ultimi giorni, uno dei quali ieri, nella parte bassa, piu’ a Sud, al di fuori dal teatro, hanno permesso agli archeologi di intercettare anche le strutture che sono a Sud del teatro. Il tutto per cercare di capire quale doveva essere l’organizzazione planimetrica della zona, come, dunque, il teatro si inserisse all’interno della citta’.