Joppolo Giancaxio, Legambiente dopo Consiglio comunale su impianto compostaggio: fare piena luce

“La seduta del Consiglio Comunale di Joppolo Giancaxio sui problemi addebitabili all’attività dell’impianto di compostaggio, che si trova tra le contrade Realturco e Manicalunga, evidenzia la necessità di fare piena luce sulle modalità con cui il processo di lavorazione viene eseguito e sul rispetto delle prescrizioni da parte della ditta proprietaria che deve essere assoluto”. Lo scrive Legambiente in una nota. L’associazione ambientalista “inoltra formale richiesta di accesso agli atti per conoscere e valutare ogni aspetto relativo all’approvazione del progetto ed al rilascio delle autorizzazioni”.

Dichiarazione di Claudia Casa, direttore regionale di Legambiente Sicilia: “Come già avvenuto in occasione dell’audizione in IV Commissione Ambiente e Territorio dell’ARS anche in questo caso abbiamo ritenuto di far intervenire il dottor Eugenio Cottone, che è un chimico con una profonda conoscenza e competenza in materia di rifiuti ed energia, componente del Comitato tecnico-scientifico di Legambiente Sicilia.

Il suo intervento – incentrato su come, secondo la normativa vigente e la prassi corrente, deve funzionare un impianto di compostaggio per avere al contempo una reale utilità economica, legata alla produzione finale ed alla messa in commercio di compost di qualità, ed una utilità per la collettività ed il territorio in cui tale attività d’impresa opera – oltre che apprezzato da tutti gli intervenuti ed in particolare dai componenti del Comitato spontaneo dei cittadini, è stato oltremodo utile perché ha offerto elementi di conoscenza e spunti di approfondimento che, per quanto riguarda gli amministratori del Comune di Joppolo Giancaxio, dovranno giocoforza condurre ad una presa di posizione netta a difesa degli interessi della collettività.

La stessa ditta proprietaria dell’impianto, presente in Consiglio comunale con tecnico e legale di fiducia, non potrà che prendere atto di tutte le osservazioni e le contestazioni che sono state sollevate a proposito delle conseguenze, in termini di disturbo olfattivo e non solo, che possono derivare dal discostamento dell’attività posta in essere rispetto alle usuali prescrizioni per questa tipologia di attività. E dovrà, quindi, mettersi nelle condizioni, in tempi brevi, se vuole continuare ad operare, di non arrecare più alcun danno alle persone ed all’ambiente.

Per quanto ci riguarda continueremo a seguire con attenzione la vicenda e faremo quanto in nostro potere perché la stessa prenda la doverosa piega. In tal senso, attraverso l’Ufficio Legale di Legambiente, abbiamo provveduto nei giorni scorsi ad inoltrare formale richiesta di accesso agli atti, a firma del presidente nazionale Rossella Muroni, a tutti gli Organi coinvolti a vario titolo nel procedimento che ha portato all’approvazione del progetto ed al rilascio delle autorizzazioni. Fare chiarezza a trecentosessanta gradi è l’unico modo per affermare il diritto dei cittadini a vivere in condizioni di normalità e conservare quello dell’impresa ad operare nel rispetto più assoluto delle regole”.