Referendum, Bersani illustra le ragioni del No a Palermo: “La riforma di Renzi ha molti difetti”

“La riforma ha più di un difetto. Mi fermo su due punti, uno è la formazione delle leggi, l’altro il rapporto tra Stato ed enti locali. Io sono un sostenitore della tesi che si facciano troppe leggi, e pure male. Quando sento il mio segretario dire che la retribuzione dei parlamentari deve essere associata alla presenza in aula, dico: ma si sa che noi abbiamo il record mondiale di assemblee plenarie?”. Lo ha detto oggi Pierluigi Bersani illustrando oggi le ragioni del No nel corso di un incontro nella facoltà di giurisprudenza a Palermo in un dibattito organizzato dal centro Pio La Torre. “Le leggi vanno fatte fuori, confrontandosi con le associazioni, con gli esperti, attraverso incontri preparatori, in aula si deve arrivare come corridori al traguardo – ha detto Bersani – Sul tema del rapporto tra Stato ed enti locali, io che sono stato amministratore locale per venti anni e ministro per sette, non sono stato interpellato. La suddivisione tra beni di interesse regionale e di interesse nazionale è illogica”.

Non mancano gli attacchi diretti al premier e leader del Pd Matteo Renzi. “Per la prima volta nella storia del Paese – ha detto Bersani – un governo prende l’iniziativa di cambiare in autonomia la Costituzione. Calamandrei diceva che i banchi del governo avrebbero addirittura dovuto essere vuoti quando il Parlamento discuteva di Costituzione. Questo Governo, invece, mette la fiducia sulla legge elettorale, poi annuncia al mondo che siamo sul precipizio, che tutto dipenderà  dal referendum, che ci sarà un prima e un dopo. Io – ha detto Bersani – dico che il giorno dopo saremo come il giorno prima. L’esito che si e’ ottenuto e’ quello di dividere il paese. Chiunque vincera’, avremo perso tutti se non mettiamo le cose nel giusto binario”.