VIDEO | Archeologia, le analogie tra il teatro antico di Agrigento e quello di Eraclea Minoa

Analogie tra il teatro antico che sta riaffiorando ad Agrigento e quello già ritrovato nel 1950 ad Eraclea Minoa. “Nella parte bassa, verso Est abbiamo trovato una canalizzazione che passa sotto il grande muro che doveva chiudere le gradinate verso Sud che abbiamo identificato in un troncone di muro ben fatto, ma molto rovinato. Il confronto che abbiamo trovato è in questo caso – ha spiegato l’archeologo Luigi Calio dell’Università di Catania che sta conducendo la campagna scavi alla valle dei templi – quello con il teatro di Eraclea Minoa in cui la canaletta viene posta all’interno del corridoio che dovrebbe dividere la parte alta da quella bassa della cavea”. Il teatro più antico in Sicilia si trova a Siracusa dove è attestata un’attività teatrale collegata con il poeta greco Epicarmo. Dal IV al III sec. a.C.  si collocano i diciannove teatri conosciuti in Sicilia: Agira, Catania, Eloro, Eraclea Minoa, Tusa (Halaesa), Messina, Montagna dei Cavalli (Prizzi), Monte Iato, Morgantina, Palazzolo Acreide, Segesta, Siracusa, Solunto, Taormina, Tindari. Tre teatri, ad Agrigento, Caucana ed Enna sono attestati unicamente dalle fonti. Il teatro di Agrigento sta venendo alla luce in questi giorni.

VIDEO 1. Le ultime novità dagli scavi archeologici nell’area dell’antico teatro di Agrigento illustrate ieri (7 novembre) in diretta online dagli esperti del politecnico di Bari sulla pagina Facebook del Parco archeologico Valle dei Templi.

E mentre si celebra la scoperta del teatro antico di Agrigento rischia di scomparire il teatro greco di Eraclea Minoa, logorato dalle intemperie, dall’incuria e da un pessimo intervento di restauro archeologico conservativo.

Durante il periodo ellenistico – viene spiegato sul www.regione.sicilia.it gli edifici scenici di molti edifici vennero modificati: venne introdotto il palcoscenico alto, detto proscenio. Sembra che si rispecchi la tradizione della commedia popolare dei Fliaci che usava palchi di forma simile in legno come ce lo illustrano alcune pitture vascolari. La farsa fliacica (o tragedia burlesca) fu infatti ampiamente diffusa sia in Sicilia che in Magna Grecia: il maggiore esponente fu Rintone, nato forse a Siracusa.

Il teatro di Eraclea non è citato dalle fonti antiche. Compreso nel perimetro delle mura di fortificazione, è sistemato nella cavità di una collinetta. Il koilon (cavea) è aperto a Sud, contro le prescrizioni di Vitruvio (De Arch. V, 32) che vuole che sia evitata una tale esposizione che provoca la concentrazione del calore nella conca caveale. Il koilon consta di dieci ordini di gradini in conci di arenaria, mentre ricavati nella roccia sono sono la praecinctio (alta m 8.90 sopra il livello dell’orchestra) e l’ambulacro perimetrale antistante. La cavea, cui si accede frontalmente mediante quattro gradini, è divisa in nove settori (kerkides) da otto scalette (klimades). Abbastanza ben conservati i muri di testata o analémmata, in numero di otto filari di conci di tufo marnoso messi in opera con struttura piramidale a gradoni.  Un ambulacro di servizio separa la gradinata dalla proedria (prima fila di sedili destinata alle autorità) formata da un ordine di banchi con schienale con braccioli. Tra l’orchestra e l’anello di conci che delimita il koilon è l’euripo largo m 1.25.

Eraclea Minoa, il teatro greco 'in gabbia'
Eraclea Minoa, il teatro greco ‘in gabbia’

Il teatro di Eraclea non ebbe un vero e proprio palcoscenico: nell’area scenica sono stati riconosciuti i cavi per il fissaggio delle travi di un podio ligneo mobile di tipo fliacico. Il teatro risulta abbandonato fra il II e il I sec.a.C. quando alcune strutture dell’abitato di I strato (identificato con la colonia di Rupilio) si addossano ai muri di testata della gradinata. Il teatro è stato oggetto di recenti restauri consistenti nel consolidamento lapideo e nella copertura provvisoria della gradinata.