Referendum, da Aosta ad Agrigento: 700 amministratori locali lanciano appello per il No

“Questa riforma non dà, ma toglie democrazia ai cittadini. Non migliora, ma peggiora l’autonomia e la capacità di intervento delle istituzioni locali; non aumenta, ma indebolisce il sistema di garanzie nel rispetto delle tutele dei diritti sociali, di cittadinanza e di partecipazione politica sanciti nella prima parte della Costituzione. E’ per questo motivo che noi – che siamo a contatto diretto ogni giorno con i cittadini, di cui raccogliamo le sofferenze sociali, le richieste, le speranze di un paese migliore – il prossimo 4 dicembre voteremo NO”. Così inizia l’appello per il No al referendum costituzionale sottoscritto da circa 700 amministratori locali “da Aosta ad Agrigento”, tra cui 32 sindaci (tra essi Luigi De Magisris), presentato in una conferenza stampa a Montecitorio da Sinistra Italiana, con Stefano Fassina, Giorgio Airaudo e Giulio Marcon. “Mettiamo insieme la nostra capacità di rappresentanza per provare a incidere sulle scelte della politica nazionale che impattano sulle amministrazioni. La riforma del Titolo V riporta al centro parte delle competenze. Il nostro è un appello consapevole – ha spiegato Stefano Fassina – è un appello largo che va oltre le formazioni politiche”. A sottoscrivere l’appello ci sono anche una sessantina di amministratori M5S, alcuni rappresentanti Pd e diverse liste civiche.