Istigazione alla corruzione, condannato ex sindaco di Licata Angelo Graci

L’assunzione dei figli in cambio della consegna degli impianti idrici: i giudici della prima sezione penale della Corte di appello di Palermo confermano la sentenza, emessa il 19 giugno del 2014 dal tribunale di Agrigento, e condannano l’ex sindaco di Licata, Angelo Graci, a quattro mesi di reclusione per l’accusa di istigazione alla corruzione, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola. “A me interessa sistemarli questi due ragazzi”: questa la frase che Graci, durante le trattative per la restituzione degli impianti idrici a Girgenti Acque, necessaria dopo la privatizzazione del servizio, avrebbe pronunciato rivolgendosi all’amministratore delegato dell’epoca Giuseppe Giuffrida. Secondo la Corte presieduta dal giudice Gabriella Di Marco (consiglieri Donatella Puleo e Massimo Corleo) Graci – difeso dall’avvocato Gianfranco Pilato – avrebbe approfittato del suo ruolo istituzionale prospettando una “contropartita” all’amministratore del colosso imprenditoriale che in quel periodo era in difficoltà per l’ostracismo, secondo gli inquirenti a tratti non solo politico, dei vari Comuni che non volevano restituire gli impianti del servizio idrico.