Mafia, Dia di Agrigento sequestra beni per mezzo milione di euro ad imprenditore

La Dia di Agrigento, diretta dal vice questore aggiunto Roberto Cilona, ha sequestrato beni a  Salvatore Vitale Collura, 64 anni, imprenditore originario di Castronovo di Sicilia (Palermo), allo stato detenuto per associazione mafiosa presso la casa circondariale di Reggio Calabria.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, presidente Giacomo Montalbano, sulla base delle risultanze delle indagini bancarie e patrimoniali espletate dalla Dia agrigentina, d’intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del “Gruppo Misure di Prevenzione”, della Ddda di Palermo.
Nel 2002, Collura, indagato per associazione di tipo mafioso, è stato tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma nell’ambito dell’operazione “Cobra”.
Da quella attività investigativa era emerso l’elevato grado di partecipazione raggiunto dal Collura nell’ambito della criminalità organizzata di tipo mafioso, in quanto lo stesso aveva avuto cointeressenze non solo con i sodalizi criminosi operanti nelle province di Agrigento, Palermo, Catania e Roma, ma anche con quelli del nisseno, come il clan Madonia di Gela (Caltanissetta).
Nel 2011, il Collura è stato anche indagato nell’ambito dell’indagine antimafia denominata “Kamarat”, in ordine alla quale veniva emesso provvedimento restrittivo dal Tribunale di Palermo. In tale contesto, il Giudice per le Indagini Preliminari rigettava la richiesta di emissione del provvedimento in capo al Collura, per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza. Pur tuttavia, per i suddetti fatti, il Collura con sentenza del 22 maggio 2014 della Corte di Assise d’Appello di Palermo, è stato condannato ad anni 8 di reclusione per il reato di associazione mafiosa. L’odierno decreto di sequestro ha riguardato nr. 2 fabbricati, quota parte di nr. 26 terreni, un’impresa individuale agricola e il relativo compendio dei beni aziendali, nonchè numerosi rapporti finanziari (conti correnti bancari, conti deposito titoli, buoni postali, carte di credito), per un valore di oltre 550.000 Euro.