Gli chef de Le Soste di Ulisse in scena a Villa Igiea tra alta cucina e cibo di strada

“La gente in questo momento vuole qualità, non vuole quantità. La Sicilia sta cominciando a capirlo, ora deve essere in grado di comunicare la qualità dei propri prodotti nel mondo”. Lo ha sottolineato il grande chef Massimo Bottura, proprietario dell’Osteria Francescana a Modena (tre stelle Michelin) e primo ristorante al mondo nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants Awards 2016 di New York, durante il convegno di chiusura dell’evento Sicilia Continente Gastronomico organizzato da Le Soste di Ulisse al Grand Hotel Villa Igiea di Palermo.

Due giorni – 20 e 21 novembre – tra alta cucina e grandi vini, ma anche cibo da strada siciliano (sia in versione tradizionale che rivisitato in stile gourmet) e un interessante momento di confronto sulla “profondità della storia, la modernità dei gusti, l’innovazione dei servizi”, sulle peculiarità uniche della Sicilia agroalimentare ed enogastronomica, su come comunicare eccellenze, sapori, colori e profumi dell’isola nel mondo. Con Massimo Bottura ne hanno parlato la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, il giornalista economico e scrittore Antonio Calabrò; il più noto tra i sommelier italiani Luca Gardini, l’esperto di biodiversità Paolo Inglese e il ricercatore di neuro marketing Vincenzo Russo, riuniti a Palermo da Le Soste di Ulisse, l’associazione presieduta dallo chef due stelle Michelin Ciccio Sultano.

Nata nel 2002, Le Soste di Ulisse riunisce fra i propri associati 35 ristoranti gourmet (tra cui i 13 chef stellati presenti in Sicilia), 22 charming hotel e 2 maestri pasticceri, oltre ad una ricca e rinnovata collezione di cantine che raccoglie le migliori espressioni enologiche siciliane. Le Soste di Ulisse si avvalgono, inoltre, di 7 chef ambasciatori del gusto che sostengono l’associazione in Italia ed all’estero: Massimo Bottura, Heinz Beck, Massimiliano Alajmo, Peppe Giacomazza, Gennaro Esposito, Nino Graziano e Davide Scabin. Tra Le Soste di Ulisse nell’Agrigentino i ristoranti La Madia di Licata dello chef Pino Cuttaia e il Capitolo Primo di Montallegro, tra gli hotel, invece, il Verdura Golf Resort di Sciacca, l’Hotel Villa Athena di Agrigento, il Wine Resort La Foresteria di Planeta a Menfi.

Ecco i vini abbinati ai piatti preparati dagli chef de Le Soste di Ulisse durante l’evento Sicilia Continente Gastronomico: Planeta, Firriato, Rallo, Donnafugata, Cusumano, Tasca d’Almerita, Steinbrük, Duca di Salaparuta, Terrazze dell’Etna, Tenuta Gorghi Tondi, Baglio di Pianetto, Feudo Principi di Butera, Feudo Maccari, Benanti, Feudo Maccari, Cantine Nicosia, Tenuta delle Terre Nere, Cos, Valle dell’Acate, Tenute di Fessina, RioFavara, Frank Kornelissen.

“Da qui parte il futuro della Sicilia, stiamo indicando un percorso”, ha detto il presidente de Le Soste di Ulisse Ciccio Sultano. “Ora puntiamo a ridefinire le vesti delle Soste di Ulisse: il sito internet che dovrà essere tradotto in almeno cinque lingue, una nuova app. In Sicilia abbiamo tutto, paesaggi, monumenti, un grande territorio da esplorare e soprattutto una risorsa di benessere. L’obiettivo – ha sottolineato lo chef del ristorante Duomo di Ragusa – è dare motivazioni in tutti i territori per consentire ai turisti di stare in una zona due o tre giorni”.

“La promozione dell’enogastronomia, della ristorazione e della cultura dell’accoglienza, tipiche della nostra terra, si configura come potente strumento per accrescere e valorizzare l’immagine del nostro territorio e incrementare i flussi turistici. Inoltre, la metafora del viaggio di Ulisse è un modo molto accattivante di far conoscere nel mondo i sapori e gli odori tipici della nostra tradizione”, ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha partecipato alla convention di due giorni a Villa Igiea organizzata da Le Soste di Ulisse. “La rete creata da quest’associazione – ha aggiunto Orlando – è un’enorme possibilità di crescita e valorizzazione della Sicilia e della nostra città perché la messa in campo di strategie condivise, consente di superare le logiche settoriali, senza trascurare l’identità di ciascuno, e di assumere il territorio come mix di opportunità e servizi”.

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