Agrigento, ordinanza del Gio: Arnone in tribunale solo scortato dalla polizia penitenziaria

L’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone, arrestato due settimane fa in flagranza di reato con l’accusa di estorsione, e attualmente ai domiciliari, non potrà più recarsi da solo in tribunale per gli altri processi in cui è imputato, ma dovrà essere scortato dalla Polizia penitenziaria. Lo ha deciso ieri pomeriggio, con un’apposita ordinanza urgente, il gip di Agrigento Francesco Provenzano, dopo che ieri Arnone, mentre era in aula per un altro procedimento a suo carico, aveva indossato la toga per difendere una persona coinvolta in un altro processo. “Ritenuto, anche alla luce dell’esito della precedente autorizzazione concessa all’indagato in data 21 novembre di recarsi libero e senza scorta all’udienza che lo vedeva imputato, ordinanza che sembra non aver avuto corretta esecuzione da parte di Arnone – ha scritto il giudice nell’ordinanza – ritenuto, in conseguenza, alla luce di ciò, di dover modificare l’ulteriore autorizzazione a recarsi libero e senza scorta alla nuova udienza del 24 novembre dinanzi al giudice Giuseppe Miceli, dove Arnone riveste la qualifica di imputato” il giudice dispone “che, fermo restando il diritto dell’imputato a presenziare all’udienza in cui tratto a giudizio il 24 novembre dinanzi al tribunale monocratico, Giuseppe Miceli, Arnone giunga in aula accompagnato dalla Polizia penitenziaria che ne curerà la traduzione e, finito il procedimento, provvederà al riaccompagnamento dell’imputato alla sua residenza domiciliare”.