Pietro Bartolo ad Agrigento: “Mai muri e fili spinati, solamente braccia aperte

È stato presentato ieri ad Agrigento “Lacrime di sale” (Mondadori) scritto dal medico di Lampedusa Pietro Bartolo e dalla giornalista Rai Lidia Tilotta. Non un libro che non parla di numeri, ma di storie. Un incontro intensissimo allo Spazio Temenos dove le “lacrime di sale” sono giunte anche tra il pubblico

“Le lacrime di sale sono quelle versate dai tanti uomini e dalle tante donne che Pietro Bartolo si è trovato a curare. Sono quelle che rigano il volto di suo padre, che ormai malato continuava a uscire in quel mare di Lampedusa. E lacrime di sale sono anche quelle di Pietro”. Con queste parole Claudia Casa, presidente regionale di Legambiente, ha introdotto ieri sera, nella Chiesa di San Pietro, il libro scritto dal medico del Poliambulatorio di Lampedusa, Pietro Bartolo, e dalla giornalista Rai Lidia Tilotta.
Si intitola “Lacrime di sale” (Mondadori, 2016) e non è un libro che non parla di numeri, ma di storie. “Non è stato facile. Quando Pietro mi raccontava queste storie era terribile per lui e quando le dovevo scrivere era terribile anche questo”, ha affermato Tilotta.
Sono parole e immagini di una realtà crudissima quelle che Bartolo, il medico che ha effettuato il più alto numero di ispezioni cadaveriche al mondo, ha raccontato al pubblico raccolto allo Spazio Temenos. Una testimonianza piena di dolore ma anche di pace e di speranza. Le lacrime di sale giungono anche in sala tra il pubblico.
Le diapositive proiettate ieri a San Pietro, unite alle parole di Bartolo, scuotono, con il loro estremo realismo, l’anima. Le immagini dei corpi privi di vita rovesciati in mare appaiono forti, troppo. Si vedono i corpi ustionati dalla “patologia da gommone”, lesioni gravissime provocate da una miscela di acqua di mare e di benzina “che non si capisce perché sono soprattutto le donne a riportare”. Si vede un cordone ombelicale legato coi capelli che una madre si è strappata sul barcone dopo il parto. E c’è anche Favour, la bambina che ha commosso il mondo intero. Tra l’immenso dolore, emerge una Lampedusa che, come ha detto ieri Don Mimmo Zambito, già parroco dell’isola, “è ormai sinonimo universale di pace”.
“È da 25 anni che Lampedusa vive questo fenomeno. Mai muri, mai fili spinati ma solamente braccia aperte”, afferma Pietro Bartolo. Dopo l’incontro intensissimo a San Pietro è stato proiettato il docufilm “Fuocammare” di Granfranco Rosi candidato nella categoria Miglior film straniero agli Oscar 2017. Fuocammare, in cui Pietro Bartolo è tra i protagonisti, è la narrazione della Lampedusa degli sbarchi priva di qualsiasi artificio cinematografico, priva di enfatizzazione. Pura documentazione del reale. Come la stessa testimonianza del medico Bartolo.