Bivona senz’acqua potabile dopo il nubifragio, un aiuto dalla Nestlè per le scuole

Niente acqua potabile nella città delle pesche dopo il nubifragio dei giorni scorsi. “A seguito dell’evento calamitoso di venerdì 25 novembre si stanno verificando, con più campioni, eventuali danni alla rete idrica; pertanto, prudenzialmente, con ordinanza sindacale numero 66 del 27 novembre ho disposto di non fare uso potabile dell’acqua del rete idrica comunale e delle fontane pubbliche”. Lo ha scritto su Facebook il sindaco di Bivona, Giovanni Panepinto, invitando i cittadini a condividere sui social network l’ordinanza che impone anche l’apertura degli esercizi commerciali per all’approvvigionamento di acqua in bottiglia.

“Sono stati fatti i prelievi sull’acqua e nei tempi previsti per le analisi avremo i risultati, preciso però – ha detto ieri il primo cittadino – che ad oggi non sono stati individuati danni alle condotte idriche. E’ stato disposto di non bere acqua della rete idrica prudenzialmente, così come si è sospeso il servizio mensa. Chiunque voglia ulteriori informazioni si può rivolgere ai vigili urbani e all’ufficio tecnico. Disponiamo – ha aggiunto Panepinto – di una riserva d’acqua che abbiamo chiesto alla Nestlè per le scuole, dataci gratuitamente dall’azienda, che ringrazio con questo mezzo oltre che per le vie formali. Disponiamo di autobotti per rifornire il centro di dialisi e a chi non arriva acqua”. Questa la grave situazione sul fronte idrico nella città delle pesche dopo il nubifragio dei giorni scorsi.

“A tre giorni dall’alluvione che ha colpito i territori e i comuni di Bivona, Sciacca, Ribera, Lucca Sicula e Caltabellotta la condizione del sistema viario agricolo del territorio agrigentino è allucinante. Trazzere, condotte irrigue, condotte idriche, muri e terrazzamenti sono stati cancellati dalla violenza del nubifragio. I danni alle aziende agricole così come alle diverse attività commerciali e artigianali sono enormi – ha detto Panepinto – I comuni non sono nelle condizioni strutturali e finanziarie per fronteggiare le emergenze ed i ripristini anche delle stesse condotte idriche. E’ indispensabile – ha proseguito il parlamentare del Pd – che in attesa della dichiarazione dello stato di calamità e del rilevamento dei danni si intervenga con operai e mezzi dell’Esa, dei Consorzi di bonifica e dell’azienda forestale, per portare il primo intervento ed evitare che il possibile ripetersi del fenomeno della bomba d’acqua devasti campagna e centri urbani. Già nella stessa giornata del 25 novembre è arrivata la solidarietà del presidente Crocetta e del governo regionale, ora serve un coordinamento e l’invio di uomini e mezzi nei luoghi del disastro”.