Estorsione, difensore Arnone: “Vittima di un’imboscata”

“Ho affermato subito dopo l’arresto di Peppe Arnone, uscendo dalla Questura, che la vicenda mi appariva inquietante. Ancora di più questa convinzione in me si è radicata dopo avere letto le carte che lasciano trasparire all’evidenza che l’avvocato Arnone sia stato vittima di una imboscata”. Lo dichiara l’avvocato Arnaldo Faro, difensore del leader ambientalista ed ex consigliere comunale, arrestato con l’accusa di estorsione e oggi rimesso in libertà dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha annullato l’ordine di custodia cautelare. “Ho rilevato all’indirizzo del tribunale del riesame come l’ordinanza a carico di Arnone – ha spiegato Faro – fosse non soltanto gravemente erronea in diritto: erronea valutazione degli indizi, contraddittorietà, omessa considerazione della circostanza che la sua accusatrice avesse una grave conclamata inimicizia con Arnone e fosse pertanto teste incompatibile, ma del tutto abnorme nel punto fondamentale in cui aveva valutato le esigenze cautelari con riguardo al pericolo di inquinamento della prova, correlandone la durata alla definizione di altro processo. Mi compiaccio che a Palermo esista un tribunale, presieduto in maniera ineccepibile, assolutamente imparziale ed equidistante”.