Referendum, la Sicilia per il No al 71,58%

La Sicilia sceglie il No in maniera massiccia. Il No si assesta al 71,58%, i Sì il 28,42%. A Palermo i No al 72,47%, i Sì al 27,53%. A Trapani i No al 69,79%, i Sì al 30,21%. Ad Agrigento i No al 70,30, i Sì al 29,70%. A Caltanissetta i No al 71,14%, i Sì al 28,86%. A Enna i No al 67,35%, i Sì al 32,65%. A Catania i No al 74,56%, i Sì 25,44%. Ragusa il No al 68,26%, i Sì al 31,74. A Siracusa i No al 71,75%, i Sì al 28,25%. A Messina i No al 69,55%, il Sì al 30,45%.

“In Sicilia una valanga di No ha seppellito Renzi, Crocetta e tutto il Pd: in alcuni centri percentuali anche all’80%, con una delle affluenze piu’ alte negli ultimi anni. Percentuali che sarebbero state ancora piu’ alte se davvero tutti i residenti fuori sede, soprattutto giovani, avessero avuto modo di rientrare in Sicilia. Anche il fallimentare governatore Crocetta, che ricordo fu eletto con il voto di un siciliano su sei e che si e’ speso a favore del referendum, dovrebbe dunque prendere atto di questo giudizio netto e politico del popolo e rassegnare le dimissioni, cosi’ come da parte sua ha annunciato Renzi. La Sicilia deve andare presto al voto, sia perche’ ha bisogno di una scossa per evitare il tracollo e sia perche’ non puo’ piu’ andare avanti con una classe politica cosi’ delegittimata”. Lo afferma il deputato della Lega dei Popoli- Salvini, Alessandro Pagano responsabile Sicilia occidentale. “Anche il Pd renziano, da Faraone a Raciti, ha fallito su tutta la linea. Palermo e il governo regionale meritano subito un cambio di marcia per ripartire. Il 17 dicembre proprio da Palermo parte la riscossa dei siciliani con un evento insieme a Matteo Salvini, parte la sfida della Lega dei Popoli. Ci candidiamo ad essere valida e credibile alternativa nelle amministrazioni locali, in particolare a Palermo dove abbiamo gia’ ottimi e tanti candidati al consiglio e un candidato sindaco eccellente professionista e molto noto, e poi al governo della Regione. Senza tentennamenti- conclude Pagano- ci rivolgiamo a tutti coloro che vogliono ridare dignita’ alla sovranita’ e all’identita’ dei siciliani”.