Referendum, l’Agrigentino sceglie il No in maniera massiccia: ecco il voto comune per comune

Referendum costituzionale del 4 dicembre: la Sicilia sceglie il No in maniera massiccia. Il No si assesta al 71,58%, i Sì il 28,42%. A Palermo i No al 72,47%, i Sì al 27,53%. A Trapani i No al 69,79%, i Sì al 30,21%. Ad Agrigento i No al 70,30, i Sì al 29,70%. A Caltanissetta i No al 71,14%, i Sì al 28,86%. A Enna i No al 67,35%, i Sì al 32,65%. A Catania i No al 74,56%, i Sì 25,44%. Ragusa il No al 68,26%, i Sì al 31,74. A Siracusa i No al 71,75%, i Sì al 28,25%. A Messina i No al 69,55%, il Sì al 30,45%.

Il in tutti i comuni della provincia di Agrigento, ovunque trionfa il No. Agrigento: il No trionfa con il 74,91%, a Licata 77,32%, Canicattì (69,36%) e Sciacca (69,31%), mentre a Porto Empedocle,  No arrivano al 78,6%. Le percentuali dei No negli altri Comuni: Alessandria Della Rocca, 71,21%; Aragona, 64,10%; Bivona 64,76%; Burgio, 66.99%; Calamonaci, 55,9%; Caltabellotta, 61,91%; Camastra, 72,81%; Cammarata, 65,75%; Campobello di Licata, 66,38%; Casteltermini, 66,85%; Castrofilippo, 57,43%; Cattolica Eraclea, 60,51%; Cianciana, 65,82%; Comitini, 70,12%; Favara, 74,10%; Grotte, 65,07%; Joppolo Giancaxio, 67,88%; Lampedusa e Linosa, 78,42%; Lucca Sicula, 56,46%; Menfi, 73%; Montallegro, 62,41%; Montevago, 68,19%; Naro, 64,61%; Palma di Montechiaro, 77,48%; Racalmuto 69,87%; Raffadali, 63,68%; Ravanusa, 65,49%; Realmonte, 75,82%; Ribera, 67,85%; Sambuca di Sicilia, 54,81%; San Biagio Platani, 55,63%; San Giovanni Gemini, 65,92%; Sant’Angelo Muxaro, 63,68%; Santa Elisabetta, 64,85%; Santa Margherita Belice, 68,31%; Santo Stefano Quisquina, 61,06%; Siculiana, 73,05% e Villafranca Sicula, 62,35%.

“L’esito del referendum costituzionale testimonia e conferma che l’ inganno della falsa riforma e’ stato compreso dai cittadini elettori, che si sono espressi in ampia maggioranza contro un testo di legge antidemocratico e del tutto inutile sotto il profilo della semplificazione del sistema legislativo e del contenimento dei costi della politica”. Cosi’ affermano il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, e il coordinatore provinciale di Forza Italia di Agrigento, Vincenzo Giambrone. “I comitati per il no, nell’Agrigentino e in Sicilia – aggiungono – hanno sostenuto uno straordinario lavoro di gruppo senza risparmio di energie, e in tale ambito Forza Italia ha profuso costante il massimo impegno affinche’ prevalessero le ragioni del no. Particolare apprezzamento lo rivolgiamo al dato percentuale di Agrigento citta’ per il no al 75 % e il record per il no in Sicilia registrato a Porto Empedocle, con quasi l’ 80 %. Riteniamo adesso opportuno – concludono – sostenere un prosieguo utile e fruttuoso della legislatura e del processo riformatore, senza arroganza e fughe in avanti”.

“La provincia di Agrigento ha voluto lanciare un forte segnale alla classe politica locale. Con oltre il 70 per cento, i cittadini di questa terra hanno chiaramente manifestato un malessere nei confronti della politica, colpevole di relegare Agrigento e la sua provincia fra gli ultimi posti in classifica”. Lo dice il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale della provincia di Agrigento, Giuseppe Ciulla, ricordando che “questa è la terra del ministro Alfano. I cittadini sono stanchi di ‘giochi di potere’ e di riforme mascherate. Quello che chiedono è solo un governo stabile che possa fare gli interessi del popolo”. “Noi di Fratelli d’Italia – prosegue Ciulla – abbiamo subito sposato le ragioni del ‘No’ poiché convinti che la Costituzione non vada modificata a colpi di maggioranza, ma vi sia una condivisione da parte di tutti per rilanciare il Paese verso il futuro. Ora si apre una nuova stagione politica per l’Italia e per la provincia di Agrigento. Noi ci saremo – conclude – e porteremo al centro del dibattito i nostri ideali e le nostre idee. Prima di tutto gli italiani”.