Sicilia,Corte conti boccia Regione: “Ritardi su Def grave danno”

“Il danno di questo documento e’ che non c’e’. Ci aspettavamo che, dopo la pulizia, di cui obiettivamente bisogna dare atto, che la Regione ha fatto sui conti 2015, si desse un piano di queste nuove regole, in maniera decisa e puntuale, invece ci sono ritardi, che non sono i tradizionali ritardi, da giugno a ottobre, ma che hanno refluenze nella sostanza”. Lo afferma il presidente delle Sezioni riunite per la Regione siciliana della Corte dei conti Maurizio Graffeo, sentito oggi in commissione bilancio all’Assemblea regionale siciliana in merito alle previsioni del Documento di economia e finanza regionale. Per il magistrato il ritardo con cui il Defr arriva sui banchi dell’Ars “e’ dannoso. Le nuove regole di armonizzazione del bilancio si intrecciano fanno affidamento sulla programmazione economica e finanziaria, quindi questo documento doveva partire bene, invece parte male e in alcuni punti significativi vi e’ di carenza di informazione”. Il Defr – prosegue Graffeo- dovrebbe servire per elaborare la legge di stabilita’ e di bilancio. C’e’ il rischio che sia inutile: approvato tra tre giorni a che cosa serve? Questo deficit e’ una concatenazione di documenti contabili che lascia a desiderare”.

Numerosi, come riporta l’Agi, i rilievi mossi dalla Corte dei Conti: dai ritardi definiti “dannosi”, all’assenza di un riferimento al mutuo di 65 milioni stipulato nei giorni scorsi grazie all’approvazione dell’assestamento del bilancio 2016, fino alla carenza di definizione di obiettivi per quanto riguarda partecipate ed enti strumentali e al numero di pensionati censiti dagli uffici che non corrisponde a quello indicato dal fondo pensioni regionale. Secondo i magistrati contabili nel documento “non risultano definiti gli obiettivi della manovra di bilancio, ne’ gli indirizzi agli enti strumentali e alle societa’ partecipate, inoltre non appaiono congrue le politiche economiche della Regione e le linee programmatiche dell’azione di governo”. “Non appaiono indicati – contesta la Corte i programmi da realizzare e i relativi contenuti all’interno delle singole missioni del nuovo bilancio armonizzato”. Un documento che fa acqua da piu’ parti, quello presentato oggi dai magistrati ai parlamentari della commissione bilancio dell’Ars e all’Assessore all’Economia Alessandro Baccei, un Def venuto alla luce anche con “ritardi preoccupanti”. “I termini previsti per l’approvazione del rendiconto e per la legge di assestamento non sono stati rispettati dal governo e dall’Ars – si legge nella relazione della Corte – cio’ ha comportato un’alterazione dei tempi previsti per l’approvazione del Defr. Per il periodo di programmazione 2017-2019 le cadenze sono state ampiamente inosservate – fa notare. La Regione poi non tiene conto nel Defr dei mutui accesi quest’anno. Nel quadro tendenziale infatti, la voce “accensione prestiti”e’ pari a zero, mentre per via del mutuo contratto in favore dei comuni l’indebitamento per il rimborso dei prestiti per il 2016 e’ di 2 milioni, 840 mila 432 euro e nel successivo triennio si prevede solo una minima diminuzione”. Un vero e proprio mistero avvolge poi il documento finanziario regionale sul fronte della spesa previdenziale: nel Defr i pensionati negli anni 2014 e 2015 risulterebbero pari rispettivamente a 11.956 e a 12.191, mentre nella nota del fondo pensioni Sicilia per il 2016 risultano in ordine 15.654 e 15.585. Sembra pertanto che i dati di partenza su cui sono impostate le proiezioni future – ha rilevato al Corte – non siano corretti”. Replica l’assessore all’Economia Alessandro Bacceim che parla di “rilievi formali: uno ad esempio riguarda la tempistica; il povero ragioniere generale ha lavorato nell’ultimo anno per 24 ore al giorno. Il problema e’ che abbiamo avuto emergenze continue. Siamo andati sempre in aula per le variazioni del bilancio e ci abbiamo impiegato tre mesi per approvare la legge dei debiti fuori bilancio. Tutto e’ slittato per questo motivo”.