Cattolica Eraclea, rabbia e dolore per tragica morte di Liborio Campione: “Morto di solitudine in un immondezzaio trasformato in casa”

Dolore e rabbia a Cattolica Eraclea per la tragica morte di Liborio Campione, 50 anni, disoccupato impegnato nei progetti di servizio civico del comune, presunto custode del magazzino comunale in cui viveva e in cui questa notte è morto carbonizzato a causa di un incendio la cui origine è ancora tutta da chiarire. Sembra si tratti di un rogo accidentale, ma non si esclude la pista dell’incendio doloso. Sul posto diverse volontarie della mensa di solidarietà che si stanno prendendo cura del cane sopravvissuto all’incendio.

Ecco il messaggio postato su Facebook dall’arciprete don Nino Giarraputo: “Carissimi, terribile terribile terribile, è morto Liborio, sì morto! Si può si può morire così? Sì può! Dio abbia misericordia di lui. Oggi a Cattolica ci chiederemo ma come e perché. Sì è morto solo solo! In un immondezzaio trasformato in casa. Povero Liborio. Ora è facile dire di chi è la colpa. E’ mia Liborio, mia! Oggi alla mensa non verrai più con la tua eleganza e dignità. Grazie grazie per tutto. Ai benpensanti che hanno criticato anche la mensa, sappiate non si muore di fame oggi ma di solitudine, di solitudine! Perdonami Liborio! Grazie al tuo cane, almeno lui ti ha visto morire. Perdonami se puoi”.

“Hai ragione padre Nino di sentirti colpevole, ognuno di noi dovrebbe sentirsi colpevole, da quando ho appreso la notizia non riesco a trattenere le lacrime pensando alla brutta fine”, ha scritto Maria Fucale, dipendente comunale, che racconta: “Spesso veniva al comune ma sempre educato e gentile ed ovunque mi vedeva un saluto con la mano ed un sorriso. Non perché non c’è più, ma non meritava proprio di morire così, spero che possa vivere una vita migliore nell’aldilà e riposare in pace. Ciao Liborio”.

“Tutti siamo colpevoli, la nostra indifferenza, il nostro egoismo, ci siamo degnati mai di fargli un sorriso?”, ha aggiunto l’ex sindaco Antonino Augello. “Abbiamo riso e sorriso assieme, in piazza, del cane, del vino. Quante risate assieme a Leonardo Cammalleri. Bongiorno dottore, sempre col sorriso sulle lebbra. ci mancherai. Perdonami”.

“Un senzatetto muore per l’indifferenza delle istituzioni”, ha commentato l’avvocato Angela Spagnolo. “Avevano consentito che trovasse rifugio ne i capannoni comunali adibiti a deposito mezzi per la raccolta dei rifiuti e quasi ne era contento, pover’uomo abbandonato dà tutto e da tutti, unico compagno di vita ancora una volta un cane. Di contro case in affitto, celebrazioni solenni, ora anche luminarie ed i cittadini muoiono di fame, freddo e fuoco! Abbiamo il dovere civico e morale di denunciare le istituzioni, sorde e cieche, responsabili moralmente e giuridicamente di una morte ‘annunciata’”.