Tragedia a Cattolica Eraclea, oggi veglia di preghiera in ricordo di Liborio Campione

Una veglia di preghiera in ricordo di Liborio Campione, il cinquantenne disoccupato di Cattolica Eraclea ucciso ieri da un incendio scoppiato nel capannone comunale di contrada Balate in cui l’uomo risultava addirittura residente. A promuovere la veglia l’arciprete don Nino Giarraputo e il parroco don Giuseppe Miliziano insieme ai volontari, ai responsabili e ai commensali della mensa di solidarietà.
“Carissimi cattolicesi, oggi – ha scritto su Facebook l’arciprete don Nino Giarraputo – verrà consegnata la salma di Liborio, abbiamo pensato di non lasciarlo ulteriormente solo, con i volontari, i responsabili e i commensali della mensa, unitamente a padre Giuseppe e alle suore, lo porteremo alla chiesa del Collegio e resterà lì fino a lunedì quando faremo il funerale alla chiesa del Rosario alle 15.30. Chi vuole e può questa sera faremo una veglia di preghiera al Collegio alle 19.00. Noi ci saremo, alle 19.00 chi può venga. Il Signore lo ha accolto in paradiso”.

“Liborio viveva in questo luogo fatiscente isolato dal paese, al buio . Io penso che la solitudine è una componente importante di questa sua tragedia. Ha voluto salvare il cane, il suo unico migliore amico. Stiamo vivendo un momento doloroso”. Ha detto ieri l’arciprete don Nino Giarraputo tra i primi ad arrivare nel capannone comunale di contrada Balate devastato dall’incendio che ha provocato la morte di Liborio Campione.
“Non faceva male a nessuno, era solo ed era buono. Era un disoccupato, veniva alla mensa della solidarietà. E’ stato con me ieri, perché abbiamo preparato la processione dell’Immacolata”, ha detto l’arciprete ricordando Liborio Campione. “Viveva a stento, prima di mangiare lui, dava da mangiare al suo cane. Voleva essere indipendente, gli dicevo sempre che poteva venire da noi in canonica, ma ha sempre detto di no, non voleva rinunciare al suo cane. Papa Francesco ha dato ancora un messaggio, i poveri sono al primo posto. I portafogli si svuotano e si riempiono, la solitudine non la darà mai nessuno. Oggi ci si preoccupa di tutto, di tanto, ma è tempo di preoccuparci anche della povertà”.