Canicattì, raccolta fondi del Lions per manutenzione Castel Bonanno

Parte, con l’attesa e partecipata Fiera natalizia, una raccolta fondi utile a finanziare ancora un intervento per il “Castello di Canicattì” che necessita sicuramente di cure e attenzioni. “I Lions Canicattinesi, del Club Castel Bonanno – si legge in una nota – vogliono onorare ancora una volta, con un altro significativo step, questo impegno assunto e intrapreso già in anni passati dal Sodalizio e questo lo fa in un momento in cui è necessario intervenire e dare un “contributo” per il duale scopo di sostenere economicamente ciò che altrimenti non può essere assicurato dalla Pubblica Amministrazione, dedita ad emergenze di ogni tipo, e altresì finalizzato alla salvaguardia del bene e cosa ancora più ambiziosa e utile, poter dare vita “nuova” a questo luogo che rappresenta tanto per la storia di Canicattì e della Sicilia intera. I Lions del Club Canicattì Castel Bonanno, presieduto in questo Anno Sociale corrente, da Giuseppe Vella ed eccellentemente coadiuvato dallo staff composto da Pietro Saia, Giuseppe Lana e Rosa Maria Corbo vogliono onorare, per come detto, un impegno assunto e anche quest’anno vogliono lasciare un altro, speriamo indelebile, segno tangibile di generosità e amore verso questo che è un bene comune e tramite la generosità diffusa di persone illuminate che vorranno partecipare al sorteggio di opere messe generosamente a disposizione gratuitamente da Artisti delle arti visive che credono convintamente al progetto dei Lions in occasione delle celebrazioni del Centenario.

Una attività quindi condotta in perfetta sintonia con l’Amministrazione Comunale retta dal Sindaco Ettore Di Ventura, presente all’inaugurazione dello stand unitamente al Vice Sindaco Tommaso Vergopia e che mira alla realizzazione di un Evento Culturale nella tarda primavera dell’anno entrante. Conoscere i Bonanno vissuti a Canicattì è sicuramente, nella storia della cittadina e della detta Famiglia, rivivere uno splendido e affascinante scorcio di storia vera. Tre secoli nei quali e per gli interessi della famiglia stessa Canicattì ha beneficiato di momenti di progresso e di benessere le cui risultanti vestigia si offrono al nostro interesse e studio non solo per la loro magnificenza. Il gruppo Lions, in quanto colto e attento, non si è lasciato ovviamente sfuggire l’interesse a raccogliere notizie e rispolverare vecchi e magari infantili ricordi nell’associare luoghi e informazioni. Visitare il luogo, accompagnati dal sapere di chi ha con passione approfondito dando senso anche alle pietre, è come scoprire ed entrare nell’intimità di chi ha vissuto nel tempo in quelle mura e salire su per lo scalone che portava verso il tepore emanato dai caminetti di quella grande casa; portati quindi a rivivere sensazioni che affondano profonde radici indietro nel tempo, tempo che lascia libera la fantasia. Un paesaggio familiare che illustra delle immagini a Noi care e verso le quali abbiamo spesso rivolto pensieri romantici come quelli di Leopardi verso il “suo” colle che si erige solitario.

Il Castel Bonanno è un importante pezzo della storia di Canicattì e partendo dallo spirito di servizio che contraddistingue i Lions e dalla imprescindibile generosità dei cultori delle arti visive che credono da sognatori che l’arte possa sempre essere propulsore di se stessa. Ecco perché è facile incontrare consenso ed estrema generosità in questo ambiente. Così è stato e mettendo insieme l’esperienza di due Maestri gratifichiamo anche il crescere di una nuova stella del firmamento artistico; due Maestri affermati che portano per mano una giovane che è più di una promessa e va ascritta sicuramente tra i giovani talenti delle Arti Visive dell’agrigentino. Ecco questo tridente rappresentato da tre esperienze molto diverse tra di loro e che confluiscono in un unico progetto che vuole credere nel dare nuova linfa e vita al Castel Bonanno sotto una ambiziosa veste di scenario ove altre muse dell’arte potranno dare il meglio di se!!!

Gli Artisti sono: Michele Giardina Canicattinese: comincia la sua carriera come ritrattista e contemporaneamente si dedica al nudo. A dominare le sue mostre sono i nudi; sono i nudi surreali che gli permettono di vincere, tra l’altro, tanti concorsi d’arte. In seguito crea il suo primo stile personale “donne allo specchio”.

In tutta la sua attività artistica, non frequenta nessun artista e non si ispira a niente, ma solo alla propria fantasia. già donne allo specchio è considerato dal poeta Leonardo Sciascia uno stile molto originale, su cui scrive alcune righe di recensione.

Oggi si propone a noi con un dipinto di grande pregio e raffinatezza, segno questo di Voler senza alcun indugio gratificare l’impegno dei Lions in un comune progetto: far crescere la cultura della solidarietà.

Scrivono di lui: “ritrattista dedicatosi al nudo dal sapore irrazionale e onirico, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. La sua continua ricerca introspettiva lo porterà a ritrarre donne allo specchio, gruppi di attori teatrali, sipari, palcoscenici. La Vita é intesa dall’artista come luogo ove poter recitare una parte, seguendo un canovaccio imposto nel quale l’improvvisazione diventa quasi impossibile. Non a caso queste scene sono popolate da pagliacci o da figure nude. Le ultime opere al contrario rappresentano la verità, ovvero la libera espressione di se stessi, l’agognato desiderio di offrirsi in modo naturale, sincero ed onesto. Con questo stile moderno e surreale l’artista espone in Italia, in Francia, in Inghilterra, in America e in Arabia”.

Giovanni Proietto:, nato ad Alessandria della Rocca (AG), ma felicemente residente a Realmonte da diversi anni, opera da sempre nel campo delle Arti Visive, dando il proprio contributo di pittore, legato al figurativo, ma con una concezione assolutamente originale di temi, scorci e tecniche.

Un esempio della valenza e del carattere dell’Artista è dato dal polittico donato al Municipio di Realmonte nel 2012, formato da cinque grandi tele, che sfiorano ciascuna i due metri per due, rappresenta un vasto scorcio della splendida costa realmontese. In particolare, i tre dipinti sulla parete centrale di fondo conducono il fruitore dalla Scala dei Turchi al faro di capo Rossello. Gli altri due, collocati lateralmente, rappresentano la costa con la Torre di Monterosso ed una veduta marina attraverso un cancello aperto a metà e che realmente esiste. Oggi si propone con un interessantissimo quadro tratto dal giardino incantato di limoni il cui odore satura l’aria e inebria i sensi.

Evelyn Costanza: Giovane talento canicattinese che si affaccia con autorevolezza sul campo delle “arti visive” proponendo una tecnica che ci porta alla memoria fasti e lussi del passato: acquaforte, xilografie, incisione a bulino ecco di cosa ci porta a parlare e soprattutto a godere e pensare. L’incisione, arte veramente antica, nasce come tecnica per riproduzione! In Cina, nell’ottavo secolo dopo Cristo, si eseguono immagini sacre e motivi decorativi incisi su tavolette di legno per riprodurle poi su tessuto (xilografie).

In Italia, dobbiamo attendere il 1300, quando si eseguono illustrazioni xilografiche (su legno) per testi religiosi manoscritti e per la stampa di carte da gioco.

Il Vasari narra che dal 1450 in Italia, nelle botteghe degli orafi fiorentini, si facevano opere di ageminatura e niellatura, erano cioè una sorta di piccole placche d’argento incise a bulino dagli orafi e utilizzate per la decorazione di armi, oggetti sacri, medaglie, cofanetti ed altro.

Queste incisioni venivano poi riempite con smalto nero “nigellum” e, per controllare l’esatta esecuzione del lavoro, si premeva su di esse un leggero foglio di carta sul quale si trasferiva l’immagine. Possiamo affermare perciò che l’incisione su rame con bulino nasce nelle botteghe di ORAFI e presenta caratteristiche virtuosistiche di mestiere tipiche dell’orafo fino a che artisti dell’epoca si accosteranno a questa pratica ricavandone autentiche ed originali possibilità espressive. Nel 1500 l’artista Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (1508-1540), sperimentò, grazie alla sua passione per l’alchimia, un nuovo metodo d’incisione su metallo per mezzo di un acido che aveva il potere di corrodere il metallo. L’acido utilizzato, il nitrico, venne chiamato “Acquaforte”. Gli artisti come Evelyn continuarono a sperimentare le tecniche di incisione ad acquaforte come mezzo per raggiungere risultati espressivi impossibili con il disegno o la pittura.

Nel pieno rispetto del motto del Governatore del Distretto Lions 108 Yb Vincenzo Spata con “Coerenza e Operosità” i Lions del Club Canicattinese, in queste ore, stanno occupando uno Stand posto sul centralissimo Viale della Vittoria, offerto gratuitamente per l’occasione, che è costantemente meta di curiosi ed interessati; magistralmente vengono costantemente proiettate immagini del Castello, e soprattutto degli interventi già operati dai Lions del Castel Bonanno che hanno già realizzato un cancello che assicura l’accesso al complesso monumentale e del quale si vogliono rendere accessibili gli spazi interni. Alto sventola il vessillo del centenario per la “Tutela del paesaggio, del patrimonio culturale e dell’identità territoriale”: un’occasione irrinunciabile per concretizzare impegno e dedizione che intendiamo in una sola espressione: We Serve.