Tragedia a Cattolica Eraclea: inchiesta per omicidio colposo, sarà interrogato il sindaco

E’ stato ricordato ieri sera con una veglia nella chiesa del Collegio Liborio Campione, il cinquantenne disoccupato ucciso, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, da un incendio divampato nel capannone comunale di contrada Balate in cui l’uomo, che viveva nelle stanze inizialmente riservate al custode, risultava addirittura residente. Dopo l’ispezione cadaverica disposta dalla procura della Repubblica di Agrigento che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, la salma è stata accolta ieri nella chiesa del Collegio per la veglia promossa dall’arciprete don Nino Giarraputo, dal parroco don Giuseppe Miliziano e dalle suore insieme ai volontari, ai responsabili e ai commensali della mensa di solidarietà.

liborio-campioneUna veglia per “non lasciarlo ulteriormente solo, il Signore lo ha accolto in paradiso”, ha detto l’arciprete  spiegando che il feretro rimarrà nella chiesa del Collegio fino a lunedì, quando nella chiesa del Rosario, alle 15.30, sarà celebrato il funerale dell’uomo che tutti conoscevano come una brava persona, socievole, allegra nonostante le avversità della vita, che si dava in qualche modo da fare e sempre insieme al suo cane a cui forse voleva bene più che a se stesso. Fino all’ultimo respiro, prima di morire soffocato dal rogo Liborio ha pensato al suo cane e lo avrebbe salvato, lui però tra le fiamme, che forse ha cercato di spegnere, ha perso tragicamente la vita. In “un capannone di circa 600 metri quadri diviso in diversi ambienti, ma l’incendio ha interessato tutto l’edificio”, ha spiegato il vice comandante dei vigili del fuoco di Agrigento Andrea Abruzzo. “Si tratta di un incendio assolutamente generalizzato, dire l’origine è un azzardo”, ha aggiunto in attesa degli esiti dell’ispezione del nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco.

E’ probabile che l’incendio sia di natura accidentale e che l’origine sia una stufa mal funzionante o un corto circuito all’impianto elettrico, non viene comunque esclusa l’ipotesi che possa trattarsi di un incendio doloso. In ogni caso, diverse sono le situazioni ancora da chiarire ed eventuali responsabilità da accertare. La procura indaga al momento contro ignoti per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Diversi gli interrogativi a cui cercheranno di dare risposte gli investigatori: perché quell’uomo viveva, risultando regolarmente residente, in quel capannone comunale certamente non abitabile? Erano stati segnalati eventuali disfunzioni e rischi legati alla sicurezza dell’impianto elettrico? E gli evidenti problemi di carattere igienico sanitario? Con molta probabilità i carabinieri della stazione locale, diretti dal maresciallo Liborio Riggi, sentiranno domani il sindaco Nicolò Termine il quale, esprimendo “grande dolore” per la tragedia, ha già spiegato che l’uomo “non era il custode del capannone” e ha detto di “non sapere che viveva là dentro”, anche se in paese lo sapevano tutti o quasi.

A Cattolica Eraclea c’è rabbia e commozione, forse anche una presa di coscienza collettiva del dramma della povertà e della solitudine che si vive in paese, una miriade i messaggi in ricordo di Liborio Campione su Facebook. “Un ragazzo veramente con tantissima dignità, lo ricorderò per sempre”, scrive Mattia Trassi ricordando anche i drammatici momenti dall’incendio. “Mi sono trovata a passare proprio all’inizio di questo orribile incidente, le fiamme erano così alte da fare paura, tutti i passanti ci chiedevamo ‘oh Dio Liborio è lì dentro?’ e nessuno poteva fare niente, tranne i vigili del fuoco che non arrivavano e a sentire le urla di quel povero cane venivano i brividi. Povero ragazzo sfortunato, ti ricorderò per sempre”. “Ricordo tutti quei mesi passati al corso, eravamo una bella famiglia. Adesso guardando tutte quelle foto fa solo male”, posta Francesca Purrazzella. “Erano la sua dignità e il suo modo di parlare a colpire. Mi aveva raccontato – scrive Giusy Bentivegna – di questa stanza che gli avevano dato per dormire, visto che non aveva un posto dove andare, e di come l’aveva trasformata in casa, della mensa, di come era felice di poter andare ogni giorno a mangiare lì, terribile ciò che è successo. Riposa in pace Liborio”.