VIDEO | Tragedia a Cattolica Eraclea, grande commozione al funerale di Liborio Campione

Con un commosso applauso e le toccanti parole degli amici a margine della cerimonia funebre, è stato reso oggi l’estremo saluto a Liborio Campione, il cinquantenne cattolicese disoccupato ucciso dall’incendio divampato nel capannone comunale di contrada Balate in cui l’uomo, rimasto senza casa, viveva nell’alloggio inizialmente destinato al custode. Il feretro con la salma dell’uomo che tutti in paese conoscevano come una brava persona, socievole, affettuosa, simpatica e allegra nonostante le avversità della vita, è stato accompagnato in corteo fino al cimitero comunale. Numerosi i cittadini che hanno partecipato alle esequie della vittima di questo dramma della solitudine e della povertà. In prima fila, visibilmente commosso, il sindaco di Cattolica Eraclea, Nicolò Termine, e il maresciallo dei carabinieri Liborio Riggi. In chiesa, accanto alla bara, anche Zuzzurro, il cane di Liborio, il suo migliore amico sopravvissuto al rogo.

“Povero Lazzaro di nome Liborio oggi, e domani chi sarà? Bisogna preoccuparsi quando la coscienza si anestetizza e non fa più caso al fratello che ci soffre accanto. Oggi la bara è stata chiusa su quello che è rimasto di Liborio, ma chiediamo la grazia di non chiudere gli occhi davanti a Dio che ci guarda e dinnanzi al prossimo che ci interpella”, ha detto nell’omelia l’arciprete don Nino Giarraputo che ha concelebrato la messa nella chiesa del Rosario insieme al parroco don Giuseppe Miliziano. “Apriamo gli occhi al prossimo, soprattutto al fratello dimenticato ed escluso, al Lazzaro che giace davanti la nostra porta, come ha fatto Liborio fino alla sera del suo martirio. Ha lavato e ha accudito suo cugino, ha dato da mangiare al suo cane Zuzzurro. Grazie Liborio per la tua generosità, grazie per quando mi dicevi che la povertà ti porta a soffrire ma ti rende solidale e di fa tendere la mano a chi sta vivendo in situazioni difficili come la tua, grande esempio di solidarietà”.

Toccante il ricordo di Giovanna Mormina, tra le volontarie della mensa di solidarietà: “Eri una persona dal cuore buono, molto disponibile. Bravo, generoso, positivo. Venivi tutti i giorni a mensa con il tuo bel cane Zuzzurro, la tua vita, la tua gioia. Lo hai amato e voluto bene, tanto da salvargli la vita al posto tuo. Ora non aver paura Liborio, da lassù il tuo cuore gioirà, il tuo cane è la mascotte della mensa, non gli faremo mancare nulla”. A ricordarlo in chiesa anche Francesca Purrazzella in nome dei compagni di un corso al quale aveva partecipato:  “Liborio è stato bello conoscerti ed apprezzarti. Ti ricorderemo sempre per la tua onestà, la tua gentilezza e la signorilità. La tua morte sarà una riflessione, un mea culpa per tutti”.

Sul fronte dell’inchiesta per omicidio colposo aperta dalla procura di Agrigento – mentre si resta in attesa degli esiti dell’ispezione del nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco per ricostruire la dinamica del rogo e chiarire i dubbi sulla matrice accidentale o dolosa – i carabinieri avrebbero già acquisito i primi documenti dal comune e nelle prossime ore dovrebbero sentire il sindaco e altre persone. Si cercherà di capire chi avesse autorizzato l’uomo  a vivere in un alloggio comunale evidentemente non abitabile per ragioni di igiene e sicurezza.