Mafia, blitz Ermes 2: anche un giornalista coinvolto nell’inchiesta su Matteo Messina Denaro

C’è anche un giornalista coinvolto nell’operazione antimafia ‘Ermes 2’ che all’alba di oggi ha portato all’arresto di undici persone ritenute vicine al clan del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro a Trapani. Si tratta di Filippo Siragusa, collaboratore del Giornale di Sicilia, che è accusato di intestazione fittizia di beni.
IL BOSS E IL GIORNALISTA. Dopo l’interdittiva del febbraio 2014 emessa dalla prefettura di Trapani nei confronti della Mestra, si verificarono alcuni atti intimidatori nei confronti delle ditte che si apprestavano a contrattare con la Cons.Coop per l’esecuzione di lavori. In particolare, la Bruccoleri di Como e la Territorio pulito di Mazara, nel marzo 2014 subirono minacce ed attentati incendiari finalizzati a non farle concorrere all’assegnazione dei lavori. Per aggirare l’interdittiva antimafia di Loretta – secondo quanto emerso dalle indagini – decisero di creare una societa’ cooperativa, la Medio ambiente, coinvolgendo due dipendenti della Mestra, Anna Bonomo e Andrea Alessandrino, nonche’ Filippo Siragusa, gia’ dipendente di imprese operanti nel settore smaltimento rifiuti e giornalista collaboratore del Giornale di Sicilia, animatore di iniziative antimafia; nel suo profilo Facebook campeggia una foto con il Pm Nino Di Matteo. Ebbene, i tre divennero i soci della nuova societa’ cooperativa. Siragusa da qualche tempo, collaborava – secondo quanto riporta l’Agi raccontando gli esiti dell’indagine – con la Mestra nel procacciare attivita’ di smaltimento di rifiuti non pericolosi ma anche la dismissione di manufatti di amianto. Costituita nel settembre 2014, La Medio ambiente, ben presto ha acquisito tutte le prescritte autorizzazioni per accedere agli appalti pubblici nonche’ per poter richiedere, di volta in volta, le autorizzazioni sanitarie per la rimozione dei materiali pericolosi. Le intercettazioni telefoniche, eseguite a carico dei soci della cooperativa, hanno permesso di confermare, spiegano gli inquirenti, “l’interesse del cronista alla gestione dell’impresa accanto ai Loretta e che conosceva perfettamente lo spessore criminale dei Loretta e del perche’ era stata costituita la Medio Ambiente”. Siragusa durante una serie di incontri con Giuseppe Loretta aveva cercato di delineare le strategie di mercato per far decollare la nuova societa’ della quale era socio e della quale, per circa un mese dopo la costituzione, era stato anche amministratore, tentando di far confluire alcune commesse della Mestra.

LE MISURE CAUTELARI. Il Gip di Palermo Gabriella Natale, su richiesta della Dda di Palermo, ha emesso un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e contestuale decreto di sequestro preventivo delle tre societa’ coinvolte: Mestra, Medio Ambiente e My Land. In particolare, e’ stato disposto il carcere per Epifanio Agate, 43enne di Mazara del Vallo, per attribuzione fittizia di beni (quote delle societa’ mazaresi My Land e Fishmar) e estorsione aggravata dal metodo mafioso; Carlo Antonio Loretta, nato a Ville de Tourconing (Francia) 50 anni, e il fratello Giuseppe, di Mazara del Vallo, 26 anni, per associazione mafiosa e attribuzione fittizia di beni (quote della societa’ Mestra e Medioambinte); Angelo Castelli, 71enne di Mazara del Vallo, per favoreggiamento all’associazione mafiosa di Mazara del Vallo e Castelvetrano. Obbligo di dimora nel comune di residenza per Andrea Alessandrino, 43enne di Mazara; Filippo Siragusa, 55enne di Castelvetrano; Paolo Bonomo, 27enne di Mazara, per attribuzione fittizia di beni in concorso (per la societa’ Medioambiente); Rachele Francaviglia, 33enne nata a a Palermo, Francesco Mangiaracina, 43enne di Mazara, Nataliya Ostashko, 39enne di Engels (Russia), Nicolo’ Passalacqua, 48enne di Mazara, per attribuzione fittizia di beni in concorso (per la societa’ My Land e Fishmar).