Licata, rivive l’antica tradizione della “Pasturali” con gli Zampognari Licatesi

Anche quest’anno l’associazione culturale Zampognari Licatesi “Vincenzo Calamita” presieduta da Ivan Frisicaro, con il patrocinio del comune di Licata, farà rivivere l’antichissima tradizione della “PASTURALI”. L’evento si svolgerà Giovedì 5 Gennaio alle ore 20:00 nella centralissima piazza Elena di Licata. La Pasturali è caratterizzata dalla presenza di sei personaggi: tre pastori (Bardassaru, Marsioni e Titu, nella tradizione locale i nomi dei Re Magi), un Curàtulu che si occupa della masseria e due suonatori. Vestiti di pelle di capra con il volto ricoperto da una lunga barba portano in mano un bastone, mentre il Curatulu ha pure un mantello. I dialoghi alternano l’italiano al dialetto siciliano con battute a sfondo comico e talvolta osceno. I pastori sono meravigliati dalla forte luce che emana da una capanna giunti in prossimità della quale si addormentano.

Nel frattempo, arriva il Curàtulu che, con gesti di gioia e meraviglia, festeggia la nascita del Messia e sveglia i pastori. ”Guardate che brillare sulla grotta di Betlemme, come fate a dormire o pastori, svegliatevi!”. A questo punto i pastori, che per svegliarsi hanno fatto faticare il povero Curàtulu, finalmente riconoscono l’avvento del Messia, escono dalla capanna e si inginocchiano verso l’immagine sacra esposta nell’edicola. Il Curàtulu allora declama un componimento in siciliano che rievoca i momenti dell’Annunciazione e della Natività. La Pasturali si conclude con l’offerta al Bambino di Canti e melodie di danza analoghe a quelle eseguite per le novene.

“Il nostro impegno -dice il presidente Ivan Frisicaro – è quello di tramandare questa fantastica tradizione, perla del patrimonio culturale licatese, ai più giovani nonché futuri promotori dell’arte e del folklore . Siamo orgogliosi di poter constatare un notevole riscontro da parte di tantissimi nostri concittadini che hanno avuto modo, grazie il nostro impegno proficuo, di poter apprezzare l’arte della zampogna a paro.