Operai agrigentini uccisi dal treno, Pm chiede rinvio a giudizio per nove persone

La Procura della Repubblica di Gela ha chiesto il rinvio a giudizio di nove persone, con l’accusa di omicidio colposo plurimo, per la morte di tre operai, dipendenti dell’azienda ferroviaria Rfi, travolti e uccisi, il 17 luglio del 2014, da un treno regionale mentre lavoravano ai binari della tratta Gela-Licata, tra le contrade Burgio e Carrubba, in territorio di Butera. Le vittime, Antonio La Porta di Porto Empedocle, Vincenzo Riccobono di Agrigento e Luigi Gaziano di Aragona, morirono sul colpo. La Procura ha chiesto, tra gli altri, il rinvio a giudizio della Rfi, nella persona del suo attuale rappresentante legale, per un illecito amministrativo che sarebbe stato commesso dall’allora Ad, Michele Mario Elia, al quale è contestato l’omicidio colposo. Quest’ultimo reato – secondo quanto riporta l’Ansa – è contestato ad altri sette imputati: il responsabile della linea operativa della tratta Canicatti’-Gela, Rosario Cilluffo; il responsabile della direzione tecnica, Giovanni Costa; il responsabile della direzione territoriale di Palermo, Andrea Cucinotta; il dirigente dell’unità territoriale di Caltanissetta, Concettina Vitellaro; il capo impianto del reparto lavori, Pietro Messina; il capo reparto pianificazione unità territoriale di Palermo, Carmelo Lapaglia; e il dirigente centrale operativo della sala di coordinamento centro controllo della circolazione di Palermo, Pietro Muscolino.