“Malfunzionamento pronto soccorso Agrigento”, nota del segretario Pd di Raffadali

Nota stampa del segretario cittadino del Pd di Raffadali Filippo Plano sulla sanità siciliana ed in particolare sul malfunzionamento del pronto soccorso di Agrigento. “I recenti gravi fatti di aggressione nei pronto soccorso di Catania, Palermo, Canicattì e la situazione estrema di Nola, dove gli ammalati del pronto soccorso sono state visitati e curati nei corridori ed adagiati sul pavimento, invitano noi cittadini ad una riflessione sull’ annoso problema dell’inefficienza della sanità pubblica in Italia, ma in particolare nel sud e nella nostra Sicilia. Dalla lettura dei giornali nel corso degli anni è emerso che la sanità siciliana è stata molto spesso gestita in maniera clientelare ed affaristico. Le scelte sulla gestione, sul personale non sono state mosse dall’ interesse alla salvaguardia del diritto alla salute del paziente, inteso come diritto ad essere curato in ospedali efficienti da un punto di vista diagnostico, medico ed infermieristico con celere tempistica negli interventi di soccorso, ma dall’ interesse di assumere, trasferire, promuovere amici indipendentemente dalle qualità professionale e dall’interesse a ridurre le spese sanitarie con ingenti danni al corretto funzionamento delle strutture sanitarie.Gli scandali hanno occupato pagine di giornali, ma sono rimasti solo sulla carta. In Sicilia nessuno paga, nessuno ha responsabilità, tutto scorre serenamente nella rassegnazione dei suoi abitanti, ormai abituati ai disservizi ed al ricorso alla raccomandazioni, il più delle volte incapaci di denunciare i fatti di mala sanità nella convinzione che questo scenario rappresenti lo specchio della normalità.
Ritornando ai fatti di cronaca, condannando ogni atto di violenza, è opportuno sottolineare ed evidenziare che troppe cose non funzione negli ospedali, nel servizio sanitario in generale e nei pronto soccorso in particolare. Non conoscendo altre realtà, mi soffermo sulla inefficienza del pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Di Dio” di Agrigento, dove gli ammalati arrivano numerosi ed aspettano diverse ore prima di essere visitati, se con codice diverso dal ROSSO. La colpa non può farsi ricadere sui due medici e sui pochi infermieri addetti al reparto ma a chi gestisce l’ospedale e l’ASP di Agrigento. Di certo non si risolve il problema condannando l’irruenza ed irrazionalità di chi un giorno, preso dalla rabbia e dalla estenuante attesa, facesse un atto di aggressione nei confronti del personale o della struttura. Bisogna pensarci in tempo, senza scomodare forze dell’ordine, procure ed altro ,in quanto basterebbe semplicemente riorganizzare il pronto soccorso, aumentando il personale medico ed infermieristico, il numero dei posti letto e fornire le strutture sanitarie di tutto il materiale medico necessario.
Primarie Pd SiciliaMi chiedo quale sia la ragione percui chi occupa poltrone comode non svolga le sue funzioni con serietà , alzandosi dalla sedia visitando e verificando di persona quello che accade in quell’ospedale, principalmente nei fine settimana e nei giorni festivi . Non penso sia proficuo ed utile spostarsi solo quando si verifichi una aggressione o quando muoia qualcuno per ritardo nell’intervento. Parlare compiutamente della inefficienza della sanità siciliana significherebbe riempire pagine di relazioni e non è il mio compito, desidero però evidenziare i disagi ed i sacrifici degli ammalati siciliani ed in particolari quelli colpiti da malattie gravi, dovuti alle lunghe attese per TAC, PET, Visite, Esami di laboratorio che a volte comportano la necessità di recarsi nei centri privati, o alle immediate visite “intramoenia” con conseguente esborso economico non indifferente.
Un altro paradosso è che, salvo qualche singolare eccezione, i migliori centri per curare alcune gravissime malattie sono al centro-nord, percui il malato, non per nulla chiamato “paziente” deve sobbarcarsi le spese del viaggio, della visita spesso privata e della permanenza dell’accompagnatore in strutture alberghiere, senza poter contare in un reale e concreto aiuto finanziario della regione siciliana. Basti pensare che per cercare di avere un rimborso delle spese di viaggio dell’ammalato e dell’accompagnatore, l’interessato deve farne richiesta alla propria ASP di competenza, allegare una marea di certificazioni ed una certificazione di uno specialista di quella malattia dell’ospedale della provincia nella quale il medico specialista deve certificare la propria incompetenza o quella della struttura in cui opera!!! Cose da pazzi di manicomio, forse è per questo che la nostra ASP ha sede in quegli stabili!!
Mi auguro che i siciliani, gli agrigentini sappiano reagire con civiltà a questa inciviltà, anche organizzando una manifestazione pubblica! Il mio auspicio è che i politici agrigentini di qualsiasi colore politico prendano atto e verifichino tale situazione, ponendo in essere quelle piccole e veloci azioni che possano contribuire al corretto funzionamento delle strutture sanitarie della nostra amata città e della Sicilia, collocandola, così, nella rosa dei paesi più efficienti in Italia sotto l’aspetto medico-sanitario. La nostra provincia ha eletto politici di grande valore che hanno ricoperto cariche importantissime nei governi nazionali ed in quelli regionali, ma purtroppo Agrigento rimane l’ultima citta d’Italia in tutti i settori della vita civile. Cechiamo di cambiare questo status quo!!”.