Mafia, Fondi Ue e il clan dei pascoli: blitz al Comune di Mistretta

Mafia dei pascoli e fondi comunitari. Blitz dei carabinieri del Comando Compagnia di Mistretta nel Municipio del piccolo centro del Messinese. L’operazione e’ scattata intorno alle 8. Nell’ambito dell’indagine diretta dalla Procura di Patti, sono state sequestrate decine di faldoni contenenti la documentazione inerente la gestione dei fondi rustici di proprieta’ dell’ente, relativa agli ultimi anni. Una questione al centro anche di scontri politici legati alla mancata approvazione del relativo regolamento comunale.
I militari dell’Arma, dopo una prima fase di indagini di iniziativa, scaturita a seguito delle dichiarazioni rese durante alcuni consigli comunali, hanno assunto a sommarie informazioni testimoniali alcuni esponenti del gruppo consigliare di maggioranza da cui sarebbero emersi presunti abusi e omissioni commessi dall’amministrazione comunale in carica. Oggi, su incarico della Procura della Repubblica di Patti, hanno proceduto all’acquisizione di tutta la documentazione relativa alla gestione dei fondi rustici comunali per accertare se tale gestione sia stata trasparente ed imparziale, nonche’ conforme al protocollo di legalita’ sottoscritto dal Comune di Mistretta presso la Prefettura di Messina il 18 marzo 2015.
Le indagini, in particolare, oltre a verificare se vi siano stati abusi o omissioni nella conduzione del patrimonio comunale, sono tese a stabilire – secondo quanto riporta l’Agi – se i fondi, anche attraverso prestanome, o subentri, siano entrati nella disponibilita’ della “mafia dei pascoli” che il protocollo “Antoci” – dal nome del presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, scampato a un agguato di mafia – adottato dal Comune, punta a contrastare. Gia’ al vaglio degli inquirenti della Compagnia carabinieri numerosi fascicoli aziendali per verificare l’entita’ della presunta illegittima percezione di contributi pubblici della comunita’ europea, erogati tramite Agea, cui avrebbe dato luogo anche, spiegano dall’Arma, “la gestione poco trasparente dell’amministrazione”.