Vescovi siciliani: riscatto contro illegalità e disoccupazione

Agire subito ed efficacemente per un “riscatto” della Sicilia contro i suoi mali di sempre, dall’illegalita’ alla disoccupazione. I rimedi tardano ad arrivare, ma occorre una svolta. Intervengono anche sul diffuso sistema di frodi che sottrae ingenti risorse pubbliche e taglia opportunita’ e diritti, i vescovi siciliani riuniti nella sessione della Conferenza episcopale siciliana. Una fotografia, quella che emerge dalla relazione annuale della Corte dei conti, che, affermano, rivela “una situazione di irregolarita’ e frodi di cui la Sicilia risulta avere un primato negativo assoluto tra le regioni italiane”. Cosi’ esprimono “preoccupazione e rincrescimento per un malcostume che non solo danneggia l’immagine dei siciliani onesti, ma soprattutto mina i fondamenti dell’agire etico e rende problematici gli sforzi della parte sana della societa’ per un riscatto morale e sociale della nostra gente”. I vescovi hanno posto particolare attenzione al prossimo Convegno delle Chiese dell’Italia meridionale su “Giovani e lavoro. Quale futuro per i giovani del Sud?”, in programma a Napoli il prossimo 8 e 9 febbraio. La Commissione dell’Ufficio regionale della Cesi per i Problemi sociali e il Lavoro si e’ riunita per l’elaborazione di un testo comune che potesse rispecchiare la condizione occupazionale giovanile della Sicilia, coinvolgendo anche altre realta’ impegnate nel settore, associazioni e sindacati, dalle quali ricevere apporti puntuali e qualificati. Le attese nei confronti di questo evento sono molteplici, ma tutte legate principalmente all’esigenza dei vescovi di rendere concreta la solidarieta’ della Chiesa verso tutti coloro che fanno fatica a mantenere la propria famiglia, che vivono nella disperazione per il dramma della disoccupazione e verso i giovani esclusi dal futuro. Questa solidarieta’, spiegano, “dovra’ mostrarsi con una sua identita’, cercando di aprire nuovi sentieri che non possono arrestarsi all’assistenzialismo del momento e alle emergenze incalzanti. Sono molti i giovani che, dopo la fatica e l’impegno per conseguire una laurea, aver superato brillantemente esami di abilitazione o di idoneita’ e aver conseguito master e corsi di specializzazione, restano seduti sulle panchine in attesa di un ‘tram’ che non passa. Un’attesa che umilia la loro intelligenza e che sopprime la fiducia verso le istituzioni”. Infine, i pastori delle chiese siciliane esortano, come riporta l’Agi, l’assessore regionale alla Famiglia perche’ si creino “percorsi virtuosi a favore delle persone disabili, al fine di rendere piu’ stabili e certi i servizi scolastici ed extrascolastici, redigere il Progetto individualizzato di vita per l’autodeterminazione e l’inclusione sociale”. Infine, auspicano che le autorita’ competenti “siano sempre piu’ presenti e coinvolte nelle fasi di programmazione delle iniziative a favore dei soggetti con disabilita’”.