Archeologia, ad Eraclea Minoa nuovi itinerari per conoscere la storia della Sicilia greca

Un nuovo percorso panoramico e un progetto di restauro che coinvolge anche l’antico teatro, importanti novità in arrivo nell’area archeologica di Eraclea Minoa. E’ stato aggiudicato nei giorni scorsi l’appalto dei lavori di “Valorizzazione delle risorse archeologiche, paesistiche, naturalistiche dell’area costiera di Eraclea Minoa”. A realizzare i lavori, per complessivi 197.179 euro, sarà la “Manutenzioni Srl” di Molfetta (Bari), come riporta il Giornale di Siciia oggi in edicola. Si tratta di un sentiero panoramico, realizzato con legno e pietre, che attraverso la scogliera di Capo Bianco collegherà la riserva naturale della Foce del Platani con l’area archeologica di Eraclea Minoa. Qui verrà realizzato un teatro stabile all’aperto per le rappresentazioni teatrali estive, come quelle proposte ogni anno con la rassegna “Teatri di Pietra” . Lungo il percorso saranno realizzate delle piazzole panoramiche all’ombra grazie a delle strutture in legno, prevista anche una nuova cartellonistica digitale con app ad hoc per smartphone e tablet.

Intanto, un progetto di restauro, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Eraclea Minoa, dell’importo di 2.019.177 euro è stato inserito nell’elenco dei progetti del Patto per la Sicilia. Il progetto presentato dalla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento prevede anche il rifacimento della copertura del teatro greco e la sistemazione dell’antiquarium all’interno del quale sono custoditi e si possono ammirare interessanti reperti archeologici che testimoniano i vari insediamenti presenti nell’abitato e nelle necropoli della città antica di Eraclea Minoa. I suggestivi reperti risalenti all’età greca arcaica, classica ed ellenistica compresi tra il VII ed il I secolo a.C. che si trovano all’interno dell’antiquarium sono: vasi dell’epoca arcaica, greca e romana di ceramica e di terracotta figurate, monete di bronzo, metalli, utensili vari di uso comune, corredi tombali, piccole sculture in pietra e in marmo di statuette arcaiche di dee siciliane, una bellissima testa muliebre del IV secolo a.C. e frammenti di ceramiche iberiche del periodo neo-eneolitico provenienti dalle abitazioni della città arcaica ed ellenistica. Altri reperti ritrovati negli anni ad Eraclea Minoa sono custoditi nel museo archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento.


Nell’area archeologica è possibile visitare l’antica città riaffiorata che aveva una sistemazione urbanistica a terrazze attraversate da strade parallele. La città fu costruita dai cretesi intorno al II° millennio a.C. sulla riva sinistra del fiume Halycos (odierno Platani) nei pressi di Capo Bianco nel punto dove sfocia a mare fu sempre oggetto di contesa sia da Akragas e Selinunte; sia dai Greci e dai Cartaginesi, essendo situata sul confine dei loro territori. Fu teatro di operazioni militari e battaglie durante le guerre puniche.

Dell’abitato sono state individuate e distinte fasi diverse. Sono presenti case risalenti al I secolo a.C. costruite con pietre e mattoni seccati al sole, sovrapposte ad abitazioni del III e II secolo a.C. Il primo strato di superficie dell’abitato risulta costituito da piccoli edifici formati da una struttura irregolare; mentre al di sotto dell’impianto di primo strato sono stati trovati resti di un impianto più antico datato IV- III secolo a.C. La pianta originaria era di tipo regolare, ad un solo piano, costituita da un cortile centrale scoperto, circondato da otto ambienti. L’accesso veniva dalla strada mediante un corridoio fiancheggiato da un vano bottega. Le costruzioni di una seconda fase presentavano abitazioni alle quali si accedeva dalla strada tramite un corridoio, intorno al quale erano disposte sei vani ed un settimo utilizzato come bottega. Questo tipo di case avevano un piano superiore che era destinato ad abitazione, mentre il piano terra comprendeva i vani di servizio e i magazzini. Successive abitazioni erano costituite da un corridoio di accesso dalla strada, comprendevano due grandi vani rettangolari, piccoli vani di servizio ed un ambiente aperto. Questo tipo di abitazione fu riutilizzato nel II- I secolo a.C. con sopraelevazione.

Il teatro posto sul punto culminante della collina, risale alla fine del IV secolo a.C. E’ in parte scavato nella roccia di tufo, costruito con conci di marna molto friabile e di facile erosione. Presenta le caratteristiche geometriche e strutturali del IV secolo a.C. con la sua cavea semicircolare rivolta verso il mare. Ha un diametro di 33 metri, è diviso i nove settori da otto scalette, per un numero di dieci ordini di sedili, preceduti dai seggi con spalliera e braccioli. Successivamente venne trasformato ed ingrandito. Sulla collina sovrastante il teatro sono state scoperte le vestigia di un santuario ellenistico e sono state localizzate due necropoli una arcaica (fine VI secolo a.C.) e l’altra ellenistica (fine IV secolo a.C.).

Quello di Eraclea Minoa è l’unico teatro finora ritrovato nell’Agrigentino. Il teatro più antico in Sicilia si trova a Siracusa. Dal IV al III sec. a.C. si collocano i diciannove teatri conosciuti in Sicilia: Agira, Catania, Eloro, Eraclea Minoa, Tusa, Messina, Montagna dei Cavalli, Monte Iato, Morgantina, Palazzolo Acreide, Segesta, Siracusa, Solunto, Taormina, Tindari. Sono attestati unicamente dalle fonti, invece, i teatri di Caucana e di Enna, così come il teatro di Agrigento che però sarebbe pronto a riaffiorare con la nuova campagna scavi.