Agrigento, visita virtuale guidata al Giardino della Kolymbetra

Un nuovo “virtual tour” per ammirare sul web le bellezze del Giardino della Kolymbetra. E’ stata attivata sul sito del Fai la pagina che offre la possibilità “visita virtuale guidata” in quella che un tempo era la “piscina degli dei” nella Valle dei Templi. Mancano solo i profumi e i “canti” della natura che certo non sono cosa da poco, ma si può vedere tutto dal tempio di Castore e Polluce a quello di Vulcano passando per il giardino, gli antichi ipogei e il santuario rupestre. Basta un clic. Un’iniziativa per far conoscere a un pubblico più ampio possibile le meraviglie del giardino meta nel 2016 di più di 83mila visitatori. Ecco il link per la visita virtuale www.visitfai.it/giardinodellakolymbethra, mentre stanno per concludersi i lavori del nuovo percorso che renderà accessibile al pubblico l’ipogeo che collega il giardino con la Porta V, utilizzato anticamente per l’irrigazione della Kolymbetra. Alto circa 2 metri e largo 50 – 60 centimetri, l’ipogeo collega per 185 metri il Giardino con la Valle dei Templi: l’ingresso sarà nel bene del Fai da dove i visitatori, muniti di elmetto e organizzati in piccoli gruppi guidati da uno speleologo, potranno accedere seguendo quello che un tempo era il corso dell’acqua fino a riemergere nel parco archeologico. Quella della Kolymbetra è la storia di un angolo di paradiso nel cuore della Valle dei Templi rinato dopo un lungo abbandono nel corso del quale il Giardino era diventato una selva di rovi. La Regione siciliana nel 1999 lo affidò al Fai, che nel novembre 2001, dopo aver ultimato la campagna dei restauri paesaggistici e il ripristino le antiche colture, riaprì il bene al pubblico inserendolo nel circuito di visita della Valle dei Templi. Da allora un crescente successo in termini di visite. “Una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia alla valle dell’Eden o a un angolo delle terra promessa”, scrisse della Kolymbetra l’Abate di Saint Non nel 1778. Negli anni la media dei visitatori si è stata di circa 24mila all’anno, poi un ulteriore balzo in avanti si registrò nel 2014 con oltre 40mila visitatori, fu il boom nel 2015 con più 61mila visitatori; nuovo record registrato nel 2016 con più di 83 mila visitatori.  Nel 2017 si punta a raggiungere 100mila visitatori. I cinque ettari della Kolymbetra offrono una notevole varietà arborea e paesaggistica. Nelle zone più scoscese – viene spiegato sul sito del Fai – sono presenti tipiche specie della macchia mediterranea, come il mirto, il lentisco, il terebinto, la fillirea, l’euforbia e la ginestra. Nel terreno pianeggiante del fondovalle, al di là del piccolo fiume bordato da canne lungo il quale crescono salici e pioppi bianchi, si estende l’agrumeto che con limoni, mandarini e aranci di antiche varietà, viene irrigato secondo le tecniche della tradizione araba. Dove l’acqua non arriva, nascono gelsi, carrubi, fichi d’india, mandorli e giganteschi olivi “saraceni”. La Kolymbetra rappresenta, per caratteri percettivi, ambientali e produttivi, il paesaggio più illustre dell’arboricoltura siciliana, ovvero quello irriguo dell’agrumicoltura. Secondo le testimonianze dei contadini del luogo, fino agli ultimi decenni del Novecento la Kolymbetra venne coltivata ad agrumeto e a orto e mantenne l’aspetto di un meraviglioso giardino profumato di limoni e di aranci e ricco di mandorli, olivi, gelsi, melograni e fichi d’india. La mancanza d’acqua ne causò in seguito l’abbandono sino all’intervento del Fai, che ha provveduto alla cura e al ripristino della vegetazione d’un tempo restituendo alla Valle dei Templi il suo originario valore, che non è solo archeologico, ma anche storico, geologico, botanico e agrario.