Archeologia, nuovi scavi ad Agrigento: appaltati lavori per il tempio romano, gara aperta per il teatro

Riprenderanno in primavera gli scavi nel Parco archeologico della Valle dei Templi, sia nell’area del tempio romano sia nell’area in cui sta riaffiorando l’antico teatro in parte già individuato. E’ stato già aggiudicato l’appalto per il progetto di “Indagini archeologiche, valorizzazione e fruizione dell’Agorà superiore” che consiste nella valorizzazione della piazza superiore nell’area vicina al museo. L’importo totale del progetto è di un milione di euro. Ad aggiudicarsi la gara espletata dall’Urega di Agrigento, con il ribasso d’asta del 19,23%, è stata l’Ati Scalisi Maria – Cassano Srl con sede a Gravina di Catania. La determinazione finale è stata firmata mercoledì scorso dal direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi Giuseppe Parello. “In questo caso – spiega Parello – i lavori proseguiranno con gli scavi per mettere in luce tutta la struttura, sia quella del tempio romano che della piazza porticata. Inoltre,sarà realizzata un’anastilòsi di una porzione del portico che circondava il tempio romano per far vedere com’era tridimensionalmente e permettere una migliore comprensione ai visitatori”. Questo per quanto riguarda l’area di scavo e ricostruzione del tempio romano. Mentre sul fronte della campagna scavi per l’antico teatro c’è la gara d’appalto in corso, per un importo complessivo di circa quattrocentomila euro, che si chiude giorno 15 febbraio. I lavori sono coordinati dal Parco archeologico della Valle dei Templi e la direzione scientifica è condivisa con il Politecnico di Bari. Sempre in primavera, con un altro finanziamento europeo da circa tre milioni e mezzo di euro, partirà una nuova campagna scavi nel quartiere delle abitazioni private in cui è riaffiorato un piccolo edificio termale domestico. “Naturalmente – spiega il direttore del Parco – proseguiranno gli scavi alla ricerca del teatro antico, è chiaro che alla luce dei risultati raggiunti bisogna approfondire. Abbiamo finora scavato solo una piccola parte, ancora c’è tutta un’area di grande interesse da scoprire”. Grazie a nuovi finanziamenti previsti dal Patto per il Sud potranno proseguire poi ulteriormente gli scavi che stanno facendo riemergere una grande polis del Mediterraneo. Quella che dovrebbe riaffiorare nel suo splendore è una struttura della seconda metà del terzo secolo circa, secondo quanto emerso dopo il primo mese di scavi. “Circa la cronologia dell’edificio, ma siamo ad un livello preliminare perché dobbiamo studiare i materiali che sono in connessione con le fondazioni di questa struttura, possiamo dire – ha spiegato l’archeologo Luigi Caliò – che è della seconda metà del terzo secolo circa. Siamo in un momento difficile e complesso per la Sicilia, con l’arrivo dei romani. Siamo in piena età Ellenistica. L’impianto della piazza, così per come l’abbiamo isolata – ha aggiunto il docente dell’università di Catania – se poi verrà confermato dalle ricerche, è sui 50 mila metri quadri. Morgantina è sui 30 mila metri quadri. L’agorà di Atene è su circa 52 mila metri quadri. Quindi siamo a livello delle grandi città Ellenistiche. L’Agrigento Ellenista, nonostante l’arrivo dei romani, sembra piuttosto rivitalizzata in questa fase: una città con una economia florida e riesce ad avere delle costruzioni importanti, con una monumentalità di un certo tipo”. Intanto, mentre la città aspetta di vedere l’antico teatro, fervono i preparativi per l’evento di archeologia didattica e rievocazione storica dal titolo”Alla conquista di Akragas”. L’appuntamento è il 6 e 7 maggio, quando la città dei templi tornerà in uno scenario da 210. a.C., sarà nel pieno delle guerre annibaliche, l’esercito punico e quello romano si contenderanno la Sicilia e si scontreranno per il controllo di Akragas.