“Trovati con una lupara”, due giovani arrestati a Porto Empedocle

Non si fermano all’alt della polizia e vengono arrestati dopo un rocambolesco inseguimento tra le strade di Porto Empedocle. In manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di armi sono finiti di Gino Mendola, empedoclino, e Andrea Castellino, originario di Palma di Montechiaro residente a Cattolica Eraclea.
Durante un’operazione di controllo del territorio, sabato scorso, gli agenti della sezione Volanti – secondo quanto riporta il quotidiano online agrigentonotizie.it – hanno cercato di fermare un’auto guidata dall’empedoclino, che, visto l’alt della polizia, ha proseguito la sua corsa dandosi alla fuga verso il centro abitato. Così, è scattato l’inseguimento, durante il quale gli agenti hanno visto lanciare dall’abitacolo un fucile a canna mozza, poi recuperato e posto sotto sequestro. Una volta bloccato il mezzo, i due hanno proseguito la fuga a piedi, correndo verso la spiaggia. Il primo ad essere bloccato è stato Castellino, che nel frattempo – fa sapere la polizia – si era liberato di sei cartucce calibro sedici da caccia, poi recuperate. Subito dopo, gli agenti hanno fermato anche Mendola, che si era nascosto dietro agli scogli, a ridosso del muro di cinta della vicina centrale dell’Enel.
Durante la successiva perquisizione domiciliare a casa di Castellino, a Cattolica Eraclea, i poliziotti hanno trovato nascoste altre sedici cartucce calibro 16, una pistola a salve calibro 8 millimetri, priva di tappo rosso, ed un machete. Entrambi gli arrestati, inoltre, avevano violato l’obbligo di dimora nel Comune di Cattolica Eraclea, misura cautelare a cui erano sottoposti per un altro procedimento penale. Al solo Castellino, invece, è stata contestata anche la violazione della sorveglianza speciale. Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati condotti nel carcere Petrusa di Agrigento a disposizione dell’autorità giudiziaria.