Violenza sulle donne: a Palermo ogni anno in 600 chiedono aiuto

“Nel 2016 a Palermo si sono rivolte a noi circa 500-600 donne per segnalare un abuso o una Violenza anche psicologica. Il centro ‘Le onde’ esiste a Palermo dal 1996 e quello che abbiamo riscontrato e’ un trend in crescita: piu’ restiamo aperti, anche con un supporto telefonico, e piu’ aumentano le richieste di aiuto”. E’ il dato parziale, “anche perche’ e’ un fenomeno sommerso”, fornito da Stefania Campisi, psicologa dell’associazione antiviolenza “Le Onde” nel corso della conferenza “La Violenza contro le donne nella societa’ contemporanea” del progetto educativo antimafia promosso dal Centro Pio La Torre a Palermo. Il problema della parzialita’ dei dati sulle violenze femminili e’ stato ricordato anche da Pina Lalli, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’universita’ di Bologna, che ha citato le rilevazioni sui “femminicidi” in Italia dal 2005 al 2013: “In nove anni sono state 1036 le donne uccise, in media una ogni tre giorni. Oltre il 60% e’ stato ucciso dal proprio partner, il 72% delle vittime e’ italiana, l’assassino e’ italiano nel 75% dei casi. Gli omicidi sono maggiori al Nord”. Tra le testimonianze che hanno piu’ toccato la platea di ragazzi c’e’ stata quella di Osas Egbon dell’associazione “donne di Benin City che, oltre alla sua personale storia di riscatto, ha raccontato delle minorenni vittime di tratta conosciute a Palermo attraverso l’unita’ di strada. O delle piccole ospiti di comunita’ per minori, come una bambina nigeriana arrivata a Palermo e violentata a 13 anni da 10 soldati libici. Osas ha poi ricordato le violenze dei terroristi di Boko Haram che “hanno rapito 200 bambine mentre erano a scuola, dagli 11 ai 14 anni, per farne delle schiave. Io mi sono liberata, oggi ho due figli e mi sono sposata nel comune di Palermo, e faccio una vita migliore”. “Le spose bambine che hanno meno di 18 anni sono 700 milioni – ha detto la dottoressa Ornella Dino, referente assistenza sanitaria migranti dell’Asp Palermo – 250 milioni sono costrette a un matrimonio forzato prima dei 15 anni. Spesso vanno incontro a gravidanze che data la loro giovane eta’ e’ a rischio di morte neonatale nel 60% dei casi”. Tra i temi affrontati anche quello delle mutilazioni genitali femminili. Secondo l’Unicef sono 200 milioni le donne che in 30 paesi hanno subito mutilazioni, 44 milioni sono bambine con meno di 14 anni.