VIDEO | La Scala dei Turchi si tinge di rosso, indaga l’Arpa

La Scala dei Turchi si tinge di rosso. Sono “impressionanti” le immagini diffuse sul web dall’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento. Uno dei “monumenti naturali” più conosciuti al mondo proprio per il suo “candore” (dovuto alla coloritura della marna) ieri mattina si è presentato tinto di rosso. Come spiega l’associazione ambientalista agrigentina, potrebbe trattarsi semplicemente di ruggine trasportata dalle piogge e quindi nulla di grave, è stata inviata una comunicazione all’Arpa per effettuare delle verifiche. L’esito delle analisi dei campioni di sabbia nei laboratori dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente sarà reso noto nel giro di una settimana.

“Le immagini sono impressionanti”, ha scritto su Facebook, condividendo foto e video, il responsabile di MareAmico Agrigento Claudio Lombardo. “La spiaggia della Scala dei Turchi – ha spiegato – è stata invasa da una sostanza rossiccia. Le ipotesi sulle cause sono diverse. Potrebbe trattarsi di ossido di ferro (ruggine) arrivato in spiaggia dopo le forti piogge dei giorni scorsi. Oppure – ha aggiunto – di iperproduzione di alghe o lavaggio delle cisterne di qualche nave di passaggio. Probabilmente nulla di grave, in ogni caso abbiamo allertato l’Arpa che sta effettuando le analisi”.

E mentre si cerca di risolvere il “giallo” della spiaggia colorata di rosso, proseguono senza sosta i “furti” di marna dalla Scala dei Turchi: c’è chi stacca la roccia bianca per souvenir, chi invece per spalmarla sul corpo convinto, erroneamente, che possa avere effetti benefici sulla pelle.

Alla Scala dei Turchi, intanto, importanti novità in arrivo già da maggio. Sarà attivato il nuovo piano di gestione economico e ambientale della scogliera di marna, meta di centinaia di migliaia di turisti, presentato nei mesi scorsi dai legali del signor Ferdinando Sciabbarrà, ex dirigente della Camera di Commercio in pensione e proprietario delle particelle catastali su cui ricade l’intera Scala dei Turchi, che ha affidato la gestione dell’area all’associazione MareAmico di Agrigento. Il nuovo piano prevede la pulizia, la sorveglianza, l’attivazione di punti informativi e nuovi servizi turistici e un ticket d’ingresso di 3 euro. Al Comune di Realmonte dovrebbe andare il 30% degli incassi, le altre risorse serviranno per coprire i costi gestione, sorveglianza, assicurazione per i visitatori e una parte andrà al “proprietario” della scogliera di marna bianca candidata a diventare patrimonio dell’Unesco. Contro il nuovo piano di gestione si è già schierato il sindaco di Realmonte, Lillo Zicari, spiegando di aver già dato mandato all’avvocato Enzo Caponnetto per avviare – “a tutela del nostro territorio e del nostro bene pubblico” – la procedura legale per opporsi ai piani annunciati. “Sarà un giudice a decidere “, ha detto il primo cittadino contestando le iniziative del “proprietario” che l’anno scorso piantò sulla Scala dei Turchi dei cartelli con la scritta “proprietà privata” a caratteri cubitali. “Cercheremo di fermare questa iniziativa che fa sorgere il dubbio – ha dichiarato il sindaco – che possa trattarsi di un’operazione per fare business”.

Fino a non molti anni fa era luogo per pochi intimi, nota alle cronache nazionali soprattutto per gli ecomostri che deturpavano la spiaggia; adesso è fra le destinazioni più conosciute dai turisti che arrivano in Sicilia. Ma anche “simbolo” di ripristino di legalità e tutela ambientale, da qui la Procura di Agrigento cominciò due anni fa a scrivere una nuova pagina della storia contro l’abusivismo edilizio nell’Agrigentino dando il via alle demolizioni poi proseguite nella città dei templi, a Licata e Palma di Montechiaro. A rendere famosa la Scala dei Turchi anche i romanzi dello scrittore empedoclino Andrea Camilleri, i documentari Rai che ne hanno mostrato la bellezza del mare e del paesaggio, fino a renderla tre le location più apprezzate anche per la moda, la tv, il cinema, la pubblicità.