Calcestruzzi Belice, Musumeci a Montevago: “Lotta alla mafia deve tenere conto della sorte dei lavoratori”

“Se la lotta alla mafia viene fatta senza tenere conto della sorte dei lavoratori è e resta solo un’operazione di polizia”. Lo ha detto Nello Musumeci, presidente della commissione Antomafia dell’Ars, ieri, a Montevago, incontrando i lavoratori della Calcestruzzi Belice, azienda confiscata e poi dichiarata fallita dal Tribunale di Sciacca per un debito di 27 mila euro con successivo licenziamento dei lavoratori. Musumeci è arrivato alla Calcestruzzi Belice assieme al sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, parlamentare all’Ars e vice presidente della commissione. L’Antimafia regionale si riunirà questa mattina a Palermo ed all’ordine del giorno dei lavori c’è proprio il caso della Calcestruzzi Belice. Dopo i lavori verrà stilato un documento. “Qui bisogna soltanto capire – ha detto Musumeci durante l’incontro con i lavoratori secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia – se da un punto di vista giuridico noi possiamo contestare o annullare il provvedidmento adottato dal Tribunale. Io credo che un’interlocuzione direttamente con Postiglione (ndr, a capo dell’Agenzia per i beni confiscati) può essere una soluzione. La pressione che possiamo adottare noi come commissione regionale antimafia – ha aggiunto Musumeci – è limitata”. Il presidente ha parlato di altri cinque o sei casi come quello di Montevago che si presentano attualmente in Sicilia. Il sindaco di Montevago, Margherita la Rocca Ruvolo, da sempre in prima linea in questa vicenda, ha affermato che l’incontro di ieri alla Calcestruzzi Belice “è servito per sentire i lavoratori e raccogliere un po’ di dati”. I giudici della Corte di Appello di Palermo hanno fissato per il 14 aprile l’udienza per decidere sul reclamo avverso la decisione del Tribunale di Sciacca presentato dagli amministratori della Calcestruzzi Belice. La Cgil è fiduciosa su una sentenza che ribalti quella precedente ed a questo proposito è stato molto chiaro Davide Mattiello, deputato nazionale del Pd e relatore alla Camera delle nuove norme antimafia, ricordando che “ancora qualche giorno fa la Cassazione è intervenuta su questi argomenti, ribadendo che le situazioni debitorie relative alle aziende sequestrate e confiscate sono di competenza del Tribunale della Prevenzione”. Secondo quanto riferito da Mattiello durante un incontro a Montevago il Tribunale di Sciacca non sarebbe stato competente a dichiarare il fallimento della società. Il debito, con l’Eni, per il quale è stato dichiarato il fallimento è di poco più di 27 mila euro, contratto dalla società prima dell’intervento dell’Agenzia per i beni confiscati. I lavoratori il 4 gennaio scorso hanno incontrato, a Sciacca, anche il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso.