Scissione nel Pd, da che parte stanno i parlamentari agrigentini?

Scissione nel Pd, da che parte stanno i parlamentari agrigentini e il segretario provinciale? Tutti, seppur con qualche distinguo, sono contrari alla rottura con l’area di sinistra del partito, ma non tutti sono con Renzi bensì per il Pd, magari con un nuovo segretario, sembra ben visto nell’Agrigentino l’attuale ministro della Giustizia Andrea Orlando. L’unico possibile “scissionista” è Angelo Capodicasa che ha già votato no al referendum costituzionale del 4 dicembre, anche se “la parola scissione va venire l’orticaria”, ha detto al Giornale di Sicilia l’ex vice ministro alle Infrastrutture spiegando che un’eventuale decisione verrà presa dopo un confronto anche in sede locale in vista del congresso: “Stiamo ragionando sul da farsi, certo ci chiediamo: in questo modo come si sta nel Pd? Renzi, per esempio, sui licenziamenti collettivi ha dato retta a Marchionne e non al Parlamento, come ha sottolineato Damiano in direzione”.

Capodicasa e Zambito
Capodicasa e Zambito

“L’Ulivo prima e il Pd dopo – ha detto la deputata nazionale Maria Iacono – hanno rappresentato la più grande speranza per il centro sinistra italiano da vent’anni a questa parte. Sono fortemente convinta che l’unità tra il riformismo cattolico e quello socialista e progressista siano la strada giusta per dare risposte nuove ad un mondo in continuo cambiamento. E’ innegabile che si siano commessi degli errori, ma il modo più corretto di correggere gli errori non è certamente quello di costruire un’ulteriore forza politica che si richiami al centro sinistra indebolendo, in tal modo, il sogno dell’Ulivo e de Pd. Mi auguro che si possano, ancora, trovare i margini per una ricucitura, il solo pensiero di una scissione mi lascia sgomenta ed angosciata , perché pregiudicherebbe il lavoro degli ultimi vent’anni. Considero la scissione uno strappo dolorosissimo e più in generale una sconfitta politica per il centro sinistra che indebolirebbe l’intero campo democratico e favorirebbe le destre”.

Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona e deputato regionale del Pd
Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona e deputato regionale del Pd

“Io sto con il Pd, Renzi – ha detto il deputato regionale Giovanni Panepinto – è uno dei segretari che ha guidato il partito, poi c’è una storia che, come dice Letta, non può essere dimenticata e che non può finire così. C’è stato un bellissimo dibattito, da apprezzare l’intervento di Epifani, stucchevole quello di Veltroni. Io sono convinto che la follia della scissione non avverrà e che comunque la maggioranza Renzi la deve ancora segnare e al tempo stesso deve capire che non è il Renzi del 2013, ma è molto più debole. Perché dentro il Pd non organizzare l’alternativa a Renzi?”.

“Considero una eventuale scissione antistorica, i valori della sinistra – ha detto il segretario provinciale Giuseppe Zambito – vanno promossi nell’unico partito che può assumere impegni di fattibilità e di governo e non certamente relegarli a piccoli partitini che rischiano di fare soltanto rappresentanza politica, con il grave rischio di affidare il paese a forze del centro destra o al Movimento 5 stelle. Chi ha buona memoria ne faccia buon uso”.