Scala dei Turchi, MareAmico chiede la bonifica della spiaggia piena di ruggine

Le indagini continuano, ma la Guardia costiera e l’Arpa escludono, dopo il sopralluogo di mercoledì scorso, che la ruggine in gran quantità che ha tinto di rosso la spiaggia della Scala dei Turchi facendo gridare all’inquinamento ambientale sia stata sversata da navi di passaggio che trasportavano salgemma. Quest’ultima era tra le ipotesi prospettate da MareAmico Agrigento che ha lanciato l’allarme e avvalorata in questi giorni, comunque, dalle dichiarazioni del direttore dell’Arpa di Agrigento Salvatore Montana. La ruggine potrebbe essere arrivata da terra e non dal mare: si tratterebbe di un fenomeno naturale e non di inquinamento ambientale.

“Dall’esame condotto sui luoghi – si legge in una nota congiunta della Capitaneria di Porto empodoclina e dell’Arpa Sicilia – è emerso che traccia evidente delle sostanze pigmentanti, verosimilmente ossido di ferro, sono presenti anche a monte dell’arenile lungo dei rigagnoli che trasportano detto materiale verso il mare, circostanza che può far ritenere con molta probabilità che il fenomeno derivi da processi naturali (probabile presenza di minerali ferrosi a monte) e non di natura antropica. È presumibile che il processo di dilavamento del terreni soprastanti che termina in mare attraverso i rigagnoli sopracitati ha determinato la concentrazione di tale sostanza in corrispondenza degli stessi. Allo stato dei fatti – viene precisato – è possibile ritenere dal sopraluogo esperito che l’evento non sia scaturito da azione antropica proveniente dal mare ovverosia da navi che avrebbero scaricato in mare le sostanze ferrose, così come riportato precedentemente sugli organi di stampa. Peraltro, in passato, lo stesso fenomeno è stato registrato dai tecnici dell’Arpa i quali hanno potuto osservare il verificarsi dello stesso in concomitanza di periodi di abbondante pioggia anche presso altri siti, come la foce del torrente Cottone a Villa Romana. Ad ogni modo, si rimane in attesa di conoscere gli esiti analitici completi dei campioni, per stabilire con certezza la consistenza chimica delle sostanze prelevate, così da poter escludere qualunque altra ipotesi di inquinamento causato dall’azione dell’uomo”.

“L’unica certezza è che si tratta di ruggine, MareAmico chiede solo che venga immediatamente bonificata la spiaggia”, ha scritto su Facebook il responsabile dell’associazione ambientalista agrigentina Claudio Lombardo.

Molti i commenti sul “giallo” della Scala dei Turchi che impazzano in questi giorni su Facebook, c’è chi è allarmato, chi minimizza. “La salvaguardia e la tutela dei nostri beni è un optional da noi”, ha commentato Maria Pizzo. “In Italia non c’è rispetto per niente”, ha commentato Giuseppe Condello. “Tanto rumore per cose naturali. Speriamo che l’Arpa non trovi liquame d fogna”, ha scritto Rosario Cirasolo. “Ma tutto questo clamore? Un evento, se pur straordinario, ma naturale, va fatto passare come un clamoroso caso di inquinamento, facendo cattiva pubblicità”, ha postato Massimiliano Lombardo. L’associazione culturale per l’educazione, la formazione e per i servizi turistici “Mimesis” si chiede “se, appena sarà definitivamente accertata l’origine naturale e non antropica del fenomeno, chi ha favorito il diffondersi della notizia e generato il sospetto di inquinamento gettando fango sul nostro territorio si preoccuperà di chiarire e diffondere il risultato delle indagini”.