Spiaggia rossa alla Scala dei Turchi, il sindaco: storia di ordinaria follia, tanto rumore per nulla

A proposito del clamore mediatico suscitato dalla spiaggia della Scala dei Turchi “colorata” di rosso, ecco un post pubblicato su Facebook del sindaco di Realmonte Lillo Zicari: “Si era capito sin da subito che non vi erano tracce di inquinamento nella colorazione rossa della spiaggia prossima alla scala dei turchi, e invece no! Occorreva fare clamore, richiamare il pubblico nazionale con una notizia strana e deformante, fare scendere in campo la RAI e Canale 5, i telegiornali regionali e le Tv locali. Ecco alcuni titoli : la scala dei turchi si tinge di rosso, la scala dei turchi perde il suo colore bianco. Si è parlato di inquinamento dovuto alla ruggine proveniente dal lavaggio della cisterna di una nave, o di altre ipotetiche fonti di alterazione. Tante ipotesi che, come era prevedibile, sono risultate false ed errate. La verità una sola!
– LA SCALA DEI TURCHI NON HA MAI PERSO IL SUO COLORE BIANCO PERCHE’ NON E’ MAI STATA INTERESSATA DALL’EVENTO.
– LA COLORAZIONE ROSSA SULLA SPIAGGIA E’ DOVUTA SOLTANTO ALLA PRESENZA DI MINERALI DEI TERRNI CIRCOSTANTI TRASPORTATI DALLE ACQUE DI DILAVAMENTO – UN FENOMENO ASSOLUTAMENTE NATURALE.
Ma allora perché tanto clamore? Per tutta la settimana i tecnici dell’ARPA sono stati impegnati per capire cosa fosse successo, ma anche la Capitaneria, la Prefettura, i Carabinieri, i Vigili Urbani, il Sindaco ed oggi anche il Presidente della Commissione Ambiente al Senato, hanno effettuato sopralluoghi per comprendere ed eventualmente agire per risolvere il problema. Un dispendio di uomini, forze ed energie, enorme, per niente! tutto per niente! bastava, una volta rilevato il fenomeno interessare la sola ARPA ed attendere l’esito delle analisi per poi eventualmente intervenire.
Ma per alcuni non funziona così, perché la forma, la notizia, la pubblicità, contano più della sostanza ed ecco che allora non riusciamo più a capire cosa sia vero e cosa, invece, falso. Non ci fidiamo più dei notiziari, dei giornali, delle stesse istituzioni, “costrette” a correre dietro a mitomani e pseudo amici della natura che veicolano, manipolandole, le notizie a loro piacimento. Ed ecco che ci chiediamo cosa ci sia dietro tutto questo logorio, se, insomma, questi movimenti non siano strumento per raggiungere altri obiettivi meno nobili, più venali. Il dubbio ci assale e ci costringe a stare vigili ed attenti, molto attenti. Convinti di tutto ciò, adempieremo ai nostri obblighi con la necessaria attenzione e con scrupolo”.