Diminuiti i morti sul lavoro nell’Agrigentino nel 2016, ma c’è sempre più disoccupazione

Passi in avanti sembrano registrarsi nell’Agrigentino sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro: sono “soltanto” due le morti bianche registrate nel 2016. Due morti in meno rispetto al 2015, una situazione in netto miglioramento rispetto agli anni passati. E’ quanto emerge dai dati Inail elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering. In generale, in Italia,nel 2016 sono state 749 le vittime in occasione di lavoro e 269 quelle in itinere. Dal confronto con l’anno precedente emerge una costante tendenza alla diminuzione di vittime.
Il Sud Italia risulta essere la macro area più colpita dalla triste graduatoria con 164 vittime e un indice di incidenza sugli occupati pari al 47,7%, seguito dal Nord Est con 120 casi e un’incidenza del 39,2%. Da un punto di vista provinciale, la provincia di Agrigento, insieme a quelle di Trapani e Siracusa, è tra quelle che nel 2016 hanno fatto registrare meno casi di morti sul lavoro in Sicilia, nonostante l’Isola sia al settimo posto in Italia con 52 casi segnalati. In particolare, l’Agrigentino è al 96esimo posto in graduatoria in base all’indice d’incidenza. Calcolando i il numero d’infortuni mortali ogni milione di occupati la percentuale è del 16,7%, mentre il totale degli occupati secondo i dati Istat è di 119.424. Nella graduatoria in base all’indice d’incidenza la provincia di Agrigento nel 2013 si trovava al 19° posto con cinque morti bianche (incidenza sugli occupati 40,4%); nel 2014 gli infortuni mortali sul lavoro nell’Agrigentino furono tre (incidenza sugli occupati 25,1%); nel 2015 4 morti (incidenza sugli occupati 33,5%).

I casi di morte sul lavoro in Italia per settore economico, evidenziano ancora una volta come sia il settore delle costruzioni l’ambito che conta nel 2016 il maggior numero di morti con 109 casi, pari al 14,6% del totale dei casi di morte in occasione di lavoro, seguito dalle attività manifatturiere con 101 decessi, pari al 13,5% del totale.
“Il calo degli infortuni mortali sul lavoro in Sicilia – ha detto Manlio Cardella, segretario nazionale del comparto Edili della Confael – è dovuto non solo al fatto che ci sono meno lavoratori visto il fermo dei lavori pubblici e la crisi del settore delle costruzioni in Sicilia, ma un ruolo importante lo hanno svolto gli enti bilaterali, soprattutto con la formazione sia i datori di lavoro sia per i tecnici e le maestranze. Formazione che nel corso di questi anni è servita per fare accrescere la coscienza di tutti coloro i quali vivono il cantiere. Quindi questa nuova coscienza antinfortunistica ha portato alla riduzione sensibile delle morti bianche sul lavoro nell’Agrigentino e in Sicilia”.
Secondo il segretario provinciale della Cgil di Agrigento Massimo Raso “i dati sugli infortuni – ha detto – vanno letti insieme a quelli sull’occupazione, va da sé che se cala e di molto l’occupazione è normale che cali l’incidenza degli infortuni. In generale è vero che non esiste una cultura della prevenzione non l’avvertono i lavoratori e, meno che meno l’azienda. E non è solo un problema di costi, in quanto esistono tante opportunità che possono essere colte: dai bandi Inail ai corsi gratuiti fatti dagli enti bilaterali. Accanto agli infortuni, spesso non denunciati, perché vi é anche questo fenomeno, vi sono tante malattie professionali. Il sindacato fa la sua parte con grande difficoltà, troppo spesso si pensa che occuparsi di sicurezza sia un parlare d’altro rispetto all’esigenza che intanto ci sia il lavoro, salvo poi fiumi di retorica quando poi ci scappa il morto. E quando c’è un morto non è mai una tragica fatalità ma – ha sottolineato Raso – l’inosservanza delle regole sulla sicurezza”.