Scandalo in Sicilia, soldi anche per i disabili morti, Crocetta: “Faremo pulizia”

I soldi per l’assistenza anche per i disabili morti. Le verifiche fanno emergere un nuovo spaccato di sprechi in Sicilia e i controlli non si fermano. “Saranno a tappeto e faremo pulizia”, assicura il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, sul caso degli elenchi gonfiati dei disabili gravissimi. Nell’elenco dell’assessorato regionale alle Politiche sociali ne risultano 3682. La Regione,secondo quanto riporta l’Agi, ha stanziato 36 milioni nell’ultima finanziaria per l’assistenza continuativa e il caso e’ stato al centro di uno scontro politico e mediatico durissimo, con un assessore, inchiodato dalle Iene, scalzato dalla sua poltrona e la lite furibonda in diretta web tra il governatore e Pif. Ma emergono dubbi crescenti sui numeri effettivi e sulla fine che fanno i trasferimenti regionali. Lo stesso presidente della Regione ha gia’ sollevato il caso di Catania: “A fronte di sole 45 persone con disabilita’ gravissima stimate in tutti i distretti sanitari del Catanese, solo il capoluogo ne ha 200… ovviamente non si puo’ trattare di malati gravissimi”; e quello di Agrigento: “I dati comunicati dai distretti sanitari della provincia di Agrigento riguardavano 719 persone bisognose di assistenza h24 ai disabili gravissimi. Un numero enorme, smentito per fortuna dai dati delle Asp: le persone con un livello gravissimo di disabilita’ sono 262”. Cosi’ anche nel Palermitano. I numeri corretti a seguito delle verifiche dell’Azienda sanitaria di Palermo, rivelano che a Misilmeri ci cono solo 47 disabili realmente gravissimi sui 110 ritenuti originariamente tali; e fra i rimanenti 63, 15 risultano morti. L’amministrazione replica: “Nessun soldo ai morti. Quei disabili sono deceduti semmai solo successivamente agli inserimenti negli elenchi”.

Ma un altro caso e’ quello di Partinico: dai 149 disabili gravissimi iniziali, si e’ arrivati a 56 dopo i controlli e in elenco risultavano 14 persone decedute. “Verificheremo – dice Crocetta – se ci sono altre cifre truccate tra quelle fornite dai Comuni, magari con l’obiettivo di ottenere piu’ fondi dalle normative nazionali e regionali. Faremo in modo che non sia piu’ possibile”. Numeri e soldi, dunque, gonfiati che avrebbero alimentato un sistema di assistenza fatto di enti pubblici e cooperative su cui si sta aprendo uno squarcio. Soldi distratti dai disabili gravissimi veri. Recentemente Crocetta ha lanciato il suo piano che prevede per l’assistenza l’utilizzo dei precari e dei soggetti che ricevono contributi o un assegno di sostegno al reddito. Una parte del fondo degli enti locali, inoltre dovra’ avere come destinazione specifica il trattamento della disabilita’. Interviene sulla vicenda Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative Sicilia: “Crocetta fa bene a cercare i nodi degli sprechi regionali. Peccato che prenda un abbaglio clamoroso quando associa il tema invalidi alle cooperative. Crocetta attivi i necessari interventi per prevenire il rilascio, da parte delle commissioni Asl, che dipendono proprio dalla Regione, dei documenti di invalidita’ qualora non dovuti; le cooperative sociali sopperiscono alle carenze della Regione in tema di welfare ad anziani, minori e persone realmente svantaggiate che altrimenti sarebbero prive di servizi essenziali. Le cooperative fanno da banca alla Regione che paga a 18 mesi”.