Sanità, arriva in Sicilia il progetto per “curare” la corruzione

Accesso libero alle informazioni, formazione etica, ma anche il ‘whistleblowing’, ovvero il programma di gestione delle segnalazioni di illeciti e corruzione. Sono queste alcune delle ricette presentate oggi a Palermo, nella sede dell’assessorato regionale alla Salute, nell’ambito del progetto ‘Curiamo la corruzione’ di Transparency International Italia. Un programma volto a porre un freno alla piaga della corruzione, responsabile di sprechi, disservizi e disuguaglianze in ambito sanitario e con conseguenze dirette per la salute dei cittadini. “In tema di corruzione la sanità resta uno dei settori più caldi – afferma il direttore generale dell’assessorato alla Salute Ignazio Tozzo – ma la Sicilia ha fatto passi in avanti negli ultimi anni nei campi della legalità e della trasparenza. Di fondamentale importanza sono il ruolo delle direzioni generali dalle quali deve partire l’input verso il controllo delle pratiche illecite all’interno delle strutture ospedaliere e la programmazione”.
Il progetto, intrapreso da Transparency International Italia (associazione no profit che collabora anche con l’Anac) in partnership con Censis, Ispe-Sanità e RiSSC a partire dal 2015, ha lo scopo da un lato di aumentare la conoscenza del fenomeno e dall’altro di elaborare e testare strumenti che possano concretamente aiutare le strutture sanitarie nel difficile compito di prevenire e contrastare illeciti al proprio interno. Sono in tutto otto a (5 da Palermo, 2 da Siracusa e 1 da Agrigento), ad oggi, le segnalazioni nell’ambito della Sanità arrivate dalla Sicilia al servizio di allerta anticorruzione di Transparency, su un totale di 57. Secondo i dati raccolti, le segnalazioni più ricorrenti riguardano concorsi viziati, bandi irregolari e assenteismo con casi di presenze segnate con false timbrature. Dalla fine del 2015, Transparency Italia ha anche avviato alcune collaborazioni con diverse aziende sanitarie italiane per testare strumenti e pratiche di lotta alla corruzione e fra queste vi è l’Asp di Siracusa. Da luglio 2016 sono state già ricevute 12 segnalazioni da Siracusa che sono state poi gestite dal responsabile per la prevenzione della CORRUZIONE della struttura.
“Ci auguriamo che l’esempio dell’Asp di Siracusa sia di stimolo alle altre aziende sanitarie dell’Isola per un loro maggiore impegno sul fronte della lotta alla corruzione – ha detto Davide Del Monte, direttore di Transparency International Italia secondo quanto riporta l’Adnkronos – I siciliani si meritano un servizio sanitario che funzioni al meglio e solo attraverso delle azioni mirate a contrastare sprechi e inefficienze causate da episodi corruttivi e mancanza di trasparenza si può raggiungere questo obiettivo”.