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“Speriamo che l’8 marzo possa diventare anche il viatico per discutere seriamente con il governo di misure fiscali e contributive per fare costare meno l’occupazione stabile, soprattutto quella delle donne, di politiche attive del lavoro, alternanza scuola-lavoro, piu’ investimenti in innovazione, ricerca, formazione”. E’ quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un intervento pubblicato sul Messaggero e rilanciato dall’Ansa. “Le donne hanno pagato anche il prezzo piu’ alto della crisi economica di questi anni: sono state le prime a precipitare nell’area della poverta’”, aggiunge la leader della Cisl. “Ecco perche’ il lavoro resta il primo diritto di cittadinanza e di emancipazione che bisogna ancora conquistare”, evidenzia Furlan, sottolineando che “basta vedere i dati relativi alla disoccupazione femminile in Italia secondo cui le donne, soprattutto nelle regioni meridionali, sono escluse da ogni possibilita’ di riscatto e di partecipazione alla vita economica del paese”. La leader della Cisl richiama anche le disparita’ sul piano delle retribuzioni e delle carriere, “con conseguenze dirette sui salari e sulle future pensioni. La parita’ di retribuzione sarebbe un grande stimolo ai consumi ed all’economia europea e solleverebbe milioni di donne dalla poverta’. Questa e’ la battaglia che stiamo portando avanti insieme alla Ces, il sindacato europeo”.

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