Mafia, considerevole incremento dei beni sequestrati e confiscati nel 2016

L’attivita’ di sequestro e confisca dei beni alle mafie nel biennio 2015-2016 “ha registrato un considerevole incremento rispetto agli anni precedenti”. E’ quanto emerge dalla relazione sull’attivita’ dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalita’ Organizzata (Anbsc) illustrata al Viminale dal direttore Umberto Postiglione, ex prefetto di Agrigento, alla presenza de ministro all’Interno Marco Minniti, della presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi e del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti. Dall’andamento annuale della destinazione degli immobili, si rileva che nel 2015 sono stati 1.731 i beni confiscati e destinati dall’Agenzia nazionale e 1.098 nel 2016. Nel biennio, in totale, le destinazioni di immobili sono stati 2.829, praticamente lo stesso risultato che era stato raggiunto nell’arco di sei anni dal 2009 al 2014 quando il totale di destinazioni di immobili e’ stato di 2.825 (627 nel 2014; 335 nel 2913; 191 nel 2012; 238 nel 2011; 679 nel 2010; 755 nel 2009). L’andamento crescente, riscontrato per le destinazione di beni immobili nel biennio 2015-2016, ha coinvolto anche la destinazione dei compendi aziendali. Sono state 99 le aziende destinate nel 2016 e 181 nel 2015, per un totale di 280 in due anni a fronte delle 181 confiscate e destinante nei sei anni dal 2009 al 2014 (21 nel 2014; 102 nel 2013; 9 nel 2012; 9 nel 2011; 5 nel 2010; 35 nel 2009). Capitolo beni mobili: ne sono stati destinato 398 nel 2015 e 662 nel 2016, per un totale di 1.060 nel biennio. Nei 6 anni 2009-2014 in complesso i beni mobili registrati sono stati 1.242 (145 nel 2014; 106 nel 2013; 474 nel 2012; 154 nel 20111; 198 nel 2010; 165 nel 2009). Va segnalato che nel 2016, il 35% dei beni mobili e’ stato assegnato alle forze dell’ordine mentre l’8% e’ stato destinato al Corpo dei vigili del fuoco per le attivita’ di soccorso pubblico, anche connesse alle recenti calamita’ naturali come il terremoto in Centro-Italia; il 23% e’ stato venduto; il 19% distrutto/demolito: il 15% ceduto gratuitamente.

Umberto Postiglione, Direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie, durante la conferenza al Viminale, spiega che l’Agenzia aspetta “con ansia che venga approvata” la legge che modifica il Codice antimafia perche’ darebbe piu’ risorse e personale per la gestione dei beni sequestrati. “In tutta Italia- sottolinea Postiglione- ai bene confiscati lavorano all’incirca 75 persone. Il numero dei collaboratori e’ prossimo a mezzo dipendente per ogni Tribunale d’Italia. Questo fa capire la difficolta’ che abbiamo”. Eppure continua l’ex prefetto di Agrigento, grazie alla nuova piattaforma telematica “Open Re.gi.o”, la banca data che mette on line, in ambiente protetto, le informazioni sui beni confiscati, l’Agenzia e’ riuscita a incrementare il numero delle destinazioni. “È una rivoluzione- continua Postiglione- che va a favore anche della velocita’ delle procedure. Con questo meccanismo nuovo noi oggi siamo in grado di assegnare i beni nel giro di 4 mesi da quando ci arrivano. Lo abbiamo fatto in via sperimentale a Reggio Calabria con 160 beni e poi a Trapani con 45 beni e a Palermo con 302”. Con la riforma all’esame delle Camere, “avremo modo di amplificare gli strumenti per l’assegnazione dei beni confiscati”. “Open Re.gi.o”, conclude il Direttore dell’Agenzia, “e’ una piattaforma creata da soli, senza spendere un centesimo, perche’ abbiamo utilizzato una norma di legge per l’uso di tecnologie gia’ pagate da una amministrazione pubblica. Abbiamo chiesto al Tribunale di Reggio di poter usare il loro schema e, avuto l’ok, siamo partiti”.