Papa Francesco: “Che si dice ad Agrigento?”

“Grazie, continui! E se la parola continui può sembrare vada avanti, io le dico, guardi: continui ma ci siamo anche noi con lei”. E’ questo il video-messaggio che il cardinale Francesco Montenegro ha inviato a Papa Francesco a nome dell’arcidiocesi agrigentina in occasione del quarto anniversario dell’elezione che ricorre il 13 marzo. Intervistato dal direttore del settimanale diocesano L’Amico del Popolo, Carmelo Petrone, il cardinale Montenegro, presidente di Caritas italiana e arcivescovo di Agrigento, ha parlato dell’amicizia che lo lega a Bergoglio, i ricordi personali degli incontri, la reciproca stima, il primo viaggio pontificale a Lampedusa, la scelta di nominarlo cardinale, i tratti magisteriali e pastorali di questi quattro anni di pontificato.

“Ogni volta che ho scritto a nome della diocesi e ogni volta che ci incontriamo Papa Francesco mi dice: ad Agrigento che si dice? Anche in questa occasione dei quattro anni del suo pontificato – ha raccontato don Franco nella video intervista – gli mando il mio solito messaggio augurale a nome di questa chiesa diocesana e anche il messaggio dei seminaristi di cui a lui ho parlato e ho scritto. E quello che mi piace pensare è che lui, leggendo questi messaggi, possa sentire che tanta gente gli vuol bene e che possa disporre di noi come lui crede”.

Oltre al primo viaggio pontificale dell’8 luglio 2013 a Lampedusa, quando Papa Francesco rispetto al dramma dei migranti morti in mare parlò di “globalizzazione dell’indifferenza”, un altro momento intenso che consolidò il rapporto fra i due fu dato dalla lettera che il cardinale Montenegro scrisse a Bergoglio dopo la tragedia del 3 ottobre dello stesso anno in cui persero la vita 368 persone nel naufragio a poche miglia dall’Isola dei Conigli.

“Ricordo quella giornata a Lampedusa, è stata una giornata straordinaria, per me era la seconda volta che lo incontravo, ma quel giorno – ha detto il cardinale Montenegro parlando del primo viaggio pontificale di Bergoglio – era come se avessi un fratello vicino, non c’era l’impaccio di avere accanto il Papa, di fare chissà che. Lui lo disse a Lampedusa: io sono venuto da pellegrino a piangere i morti. Questo è stato il suo stile e in qualche occasione ha detto: chi non sa piangere non ama. E allora – ha proseguito l’arcivescovo di Agrigento – davvero credo che lui con quel primo viaggio, in quel piccolo pezzettino di terra, francobollo di terra in mezzo al mare, lui già mise come in un pentagramma la chiave di lettura delle note che sarebbero venute dopo. E dopo quel viaggio abbiamo visto che ha continuato andando a Lesbo, in tante periferie, lo ha fatto con la semplicità e la forza di un padre e di un pastore. Aggiungo anche la parola profeta. Quel giorno a Lampedusa ho avuto l’impressione che fosse Mosè e che indicasse a tutti la strada da prendere”.

“Quello che è accaduto, per favore, non accada più”, disse Papa Francesco che l’8 luglio 2013 lanciò una corona di fiori nel mare delle Pelagie in ricordo delle migliaia di migranti che nel corso degli anni hanno perso la vita nel canale di Sicilia. Ma l’ennesima tragedia si verificò qualche mese dopo, la tragedia del 3 ottobre, una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. “Credo che lui – ha sottolineato il cardinale Montenegro – sia un profeta. Un profeta quando parla, quando agisce, scuote! Il profeta riesce a far vedere le cose positive, le cose belle, le cose vere. Il profeta con la sua presenza diventa denuncia, non solo con la sua parola,ma con la sua presenza, di ciò che dovrebbe essere cambiato. E lui nei suoi discorsi ci sta dicendo quante bolle di sapone ci sono in giro. Ma ci sta dicendo anche quali sentieri percorrere. E il bello è che quando cerchiamo di percorrere questi sentieri, hai l’impressione che lui è avanti e questo ti aiuta. E’ un Papa con cui puoi parlare delle tue cose sapendo di essere ascoltato e che quell’ascolto poi diventa partecipazione. La mia impressione è che quando uno si ferma con lui a parlare, lui fa passare l’altro attraverso il suo cuore”.