Mandorlo in Fiore 2017 tra pro e contro, commenti su Facebook e dichiarazioni operatori turistici

C’è chi ha apprezzato la qualità dei gruppi Unesco, le danze, le musiche, le sfilate, le dirette online, il Tempio d’oro assegnato Israele e Palestina, i messaggi di pace e fratellanza lanciati dal tempio della Concordia. Ma sono in tanti sul web ad accendere le polemiche sui disservizi e l’organizzazione nel suo complesso dell’edizione 2017 del Mandorlo in Fiore. Per la prima volta l’evento, in versione ridotta a una decina di giorni e non più un mese, è stato organizzato dal Parco archeologico della Valle dei Templi o non dal Comune di Agrigento. “Grazie per la diretta online, evviva il Mandorlo in Fiore”, ha scritto Peppe Marotta commentando positivamente l’evento su Facebook. “Bellissima festa!”, ha aggiunto Iolanda Candelaresi, e poi altre centinaia di commenti di queste tenore. Tanti anche i commenti negativi, come quello di Cleo Nica – “Vorrei che si affrontassero anche i disservizi in Agrigento, lo spero dopo i tanti elogi” – e di Stefania Siracusa, che scrive: “Il prossimo anno dovreste mettere dei wc sparsi per la città, specialmente la domenica conclusiva, non è bello uscire o rientrare a casa e trovare gente che urina nel portone di casa tua o nei pressi”.

Sulla nuova formula ridotta del Mandorlo in Fiore hanno detto la loro sul sito AgrigentoSette anche diversi operatori del settore. “La qualità della festa – ha dichiarato Francesco Picarella, presidente Federalberghi Agrigento – è stata importante grazie al riconoscimento ufficiale dell’Unesco. Da un punto di vista ricettivo, il fatto che non si siano fatti i quattro fine settimana ha penalizzato. Non dobbiamo vendere le camere ai gruppi folkloristici, ma ai turisti. Non abbiamo ancora i dati ufficiali, ma il fine settimana è stato un buon momento per il flusso turistico regionale. Qualche cosa si poteva fare meglio, ma ora bisogna mantenere lo stesso format, cercando di migliorare”. “C’è stato un parziale cambio di indirizzo legato ai patrimoni Unesco, ma si è registrato anche un decremento economico. La sagra di per sé – ha detto Gaetano Pendolino, amministratore Distretto turistico Valle dei templi – non riempie la settimana, pertanto, l’afflusso maggiore si registra nei weekend e tanto vale proporre gli eventi in diversi fine settimana”. “Il livello culturale della manifestazione mi ha soddisfatto, si è visto un salto di qualità. Abbiamo avviato un sondaggio con i nostri consorziati – ha affermato Fabrizio La Gaipa, presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi – ma il bilancio sembra positivo soprattutto per il fine settimana. Ci sono tre cose che si possono fare per migliorare dalla prossima edizione. Potenziare la promozione, dare maggiore solennità ai momenti più significativi e reinserire la formula weekend”.

“Il Mandorlo – ha detto Massimo Brucato, presidente Slow Food Agrigento – ha delle grandi potenzialità, bisogna pensarlo in grande, con più musica, più piazze impegnate, un evento come quello che fanno in Gran Bretagna sulla musica celtica e che richiama migliaia di persone. Adesso occorre subito mettersi a lavoro per il prossimo anno”. “Credo che se si vuole parlare di stagionalizzazione portare il Mandorlo così in avanti non sia positivo. Per il resto – ha detto don Giuseppe Pontillo, direttore del Museo diocesano – ci vuole grande gratitudine nei confronti del Parco che ha permesso alla città di avere la festa nonostante i tempi ristretti”. “Quest’anno – ha detto Giuseppe Lo Pilato, direttore Fai Giardino della Kolymbetra – abbiamo avuto il doppio di presenze rispetto alle precedenti edizioni. Domenica un’affluenza record alla Valle. Punto debole che si ripete sempre è però la tempistica: non si può promuovere un mese primo un evento del genere che andrebbe lanciato ad ottobre. C’è un problema politico che va al di là di chi organizza. Ma è opportuno che ci sia attenzione a tutto: ho saputo che ci sono state delle difficoltà in città per i bagni, che erano insufficienti. Dobbiamo essere bravi a rendere questa festa un momento promozionale della città”.